Diritto Processuale Civile

La transazione e la cessazione della materia del contendere

Cass., 24  febbraio 2015, Sez. III, n. 3598 (leggi la sentenza)

Con la pronuncia in commento la Suprema Corte di Cassazione ha affermato che la declaratoria della cessazione della materia del contendere a seguito di accordo tra le parti è una pronunzia processuale di sopravvenuta carenza di interesse, idonea a formare il giudicato sostanziale processuale, distinguendo l’ipotesi di una decisione, invece, sulla rilevanza e sul contenuto della transazione che costituisce un rigetto nel merito da una domanda.

Nel caso di specie parte attrice conveniva in giudizio la controparte per sentire dichiarare la risoluzione di un contratto di locazione. La convenuta si costituiva producendo invece un atto di transazione. Tale giudizio veniva quindi riunito ad altro promosso sempre dal medesimo soggetto attore con cui questo chiedeva l’annullamento della suddetta transazione. Il Tribunale di Rovigo rigettava quindi la domanda di annullamento della transazione e dichiarava cessata la materia del contendere, ritenendo che la stessa riguardasse tutto il rapporto tra le parti. In sede di appello la Corte di Appello di Venezia confermava la sentenza emessa in primo grado. Avverso tale pronuncia l’appellante proponeva ricorso per cassazione.

La Corte di Cassazione ha quindi distinto tra il caso in cui la transazione è endoprocessuale, e avviene cioè nell’ambito del processo e non ha bisogno di essere provata, formando oggetto di valutazione del giudice, dal caso cui la transazione è invece extraprocessuale. In tale ultima ipotesi, ha ulteriormente distinto tra il caso in cui la stessa sia pacificamente ammessa dalle parti e, non dovendo comunque essere provata, costituirà parimenti un fatto interno al processo, dal caso in cui  la stessa non essendo pacificamente riconosciuta, farà sorgere la necessità di doverla provare in giudizio.

Partendo da tali premesse la Suprema Corte, ha richiamato la possibilità per il giudice, in qualsiasi stato e grado del processo, di dare atto d’ufficio della cessazione della materia del contendere intervenuta nel corso del giudizio, qualora ne accerti i presupposti e quindi anche nell’ipotesi in cui la transazione costituisca un fatto interno al processo. Distinguendo, l’ipotesi in cui, in ragione del contrasto tra le parti circa la rilevanza della transazione e circa il contenuto della stessa, sarà necessario un intervento decisorio del giudice che esclude quindi la possibilità di dichiarare la cessazione della materia del contendere.

Gli ermellini sulla scorta dei predetti rilievi hanno quindi concluso che la declaratoria di cessazione della materia del contendere a seguito di un’intervenuta transazione tra le parti è una pronuncia processuale di sopravvenuta carenza di interesse, che non forma certo un giudicato sostanziale, ma soltanto processuale, limitandosi tale efficacia di giudicato soltanto all’aspetto del venire meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio. Al contrario l’ipotesi in cui si renda necessaria una decisione sulla rilevanza e sul contenuto dell’accordo tra le parti costituisce una pronuncia nel merito.

Nel caso di specie pertanto il giudice di merito avrebbe dovuto adottare una pronuncia di infondatezza della domanda, ove avesse riconosciuto, come ha fatto, che l’accordo investiva tutti i rapporti contenziosi tra le parti, e non adottare la formula della cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione ha accolto quindi il ricorso e cassato l’impugnata sentenza impugnata in relazione al motivo accolto.

12 marzo 2015

Stefano Scotti – s.scotti@lascalaw.com

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Nel processo esecutivo, laddove non si intende contestare il quantum del decreto di liquidazione ma...

Diritto Processuale Civile

Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

In una recente sentenza ottenuta dallo Studio, il Tribunale di Catania in composizione collegiale s...

Diritto Processuale Civile

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Il principio di continenza deve operare, retroagendo gli effetti della pendenza della controversia ...

Diritto Processuale Civile

X