Crisi e procedure concorsuali

La tardiva comunicazione ex art. 97 l.f. non rimette in termini l’opponente

Tribunale di Roma, 26 febbraio 2015 (leggi la sentenza)

Il Tribunale di Roma, con sentenza del 26 febbraio 2015, si è pronunciato sull’osservanza dei termini per proporre opposizione allo stato passivo ex art. 98 l.f. nel caso di mancato invio della comunicazione ex art. 97 l.f. da parte del curatore.

In particolare il ricorrente, non avendo ricevuto detta comunicazione ma essendo venuto a conoscenza fortuita del rigetto della propria domanda, decide di proporre tardivamente ricorso in opposizione al progetto di stato passivo, depositando  tale ricorso undici mesi dopo essere venuto a conoscenza del provvedimento di esclusione e ben oltre il termine di sei mesi, previsto dall’art. 327 cpc.

L’art. 327 cpc, infatti, prevede l’operatività del termine lungo di impugnazione, nel caso in cui il provvedimento di impugnazione non sia stato portato a diretta conoscenza dei soggetti interessati. In tal caso deve ritenersi che il termine lungo decorra dal deposito del decreto di esecutività del progetto stato passivo.

Ebbene, nel caso affrontato dei Giudici romani, come si è visto, tale termine non è stato rispettato portando così al rigetto del ricorso con pronuncia del seguente principio:

A seguito della dichiarazione di esecutività dello stato passivo, nel caso in cui non abbiano ricevuto la comunicazione del curatore prevista dall’art. 97 l. fall., i creditori che intendano proporre opposizione ex art. 98, 2° comma, l. fall., per contestare il rigetto o l’accoglimento parziale della propria domanda di insinuazione, di restituzione o di rivendica, sono esonerati dall’osservanza del termine perentorio sancito dall’art. 99, 1° comma, l. fall. per il deposito del ricorso (né, del resto, potrebbero osservarlo, poiché lo stesso decorre dalla comunicazione che, nell’ipotesi in esame, risulta omessa), ma rimangono, comunque, soggetti al rispetto del termine decadenziale di sei mesi dal deposito del provvedimento, sancito dal vigente art. 327 c.p.c. per la proposizione dei mezzi di impugnazione ordinaria”.

29 giugno 2015

Valeria Sallemi – v.sallemi@lascalaw.com

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