Mark to market, sei elemento essenziale e determinabile?

La Cassazione: non sussiste “automatismo tra inadempimento dell’intermediario e obbligo di risarcire il danno”

Una recente pronuncia della Suprema Corte consente di vedere, da una diversa prospettiva, la questione riguardante la valutazione del nesso causale.

Ed infatti, la Corte di legittimità cassa la pronuncia della Corte d’Appello di Perugia che, in parziale accoglimento del gravame proposto dalla Banca, aveva ritenuto che la violazione degli obblighi che gravano sull’intermediario nell’esecuzione del c.d. contratto quadro non comporta la risoluzione dei singoli negozi attraverso i quali viene ad esso data attuazione, ma, salva l’eventualità della risoluzione dello stesso contratto di intermediazione, l’obbligo di risarcire il danno arrecato, giungendo comunque alla condanna risarcitoria della appellante.

Nel successivo grado di legittimità, veniva lamentata la violazione degli artt. 1223 e 2697 cod. civ., nonché insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per avere la Corte territoriale trascurato di considerare che, in caso di inadempimento contrattuale, il risarcimento è dovuto solo con riguardo ai pregiudizi che siano conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento: prova del nesso causale che, di fatto, era mancata nei gradi di merito.

La Suprema Corte ha accolto le doglianze della ricorrente affermando che: “L’art. 23, comma 6, t.u.f., concerne, infatti, unicamente l’onere della prova della diligenza adoperata dall’intermediario nel fornire la propria prestazione, ma non incide sugli altri elementi costitutivi della pretesa risarcitoria [danno e nesso causale]”.

Pertanto, prosegue la pronuncia in esame che “[omissis] è sufficiente che l’investitore alleghi da parte dell’intermediario l’inadempimento delle obbligazioni poste a suo carico dall’art. 21 del t.u.f., come integrato dalla normativa secondaria, e che provi che il pregiudizio lamentato consegua a siffatto inadempimento; l’intermediario ha invece l’onere di provare d’aver rispettato i dettami di legge e di avere agito con la specifica diligenza richiesta (per tali principi, v. Cass. 19 gennaio 2016, n. 810; 6 marzo 2015, n. 4620; 29 ottobre 2010, n. 22147; 17 febbraio 2009, n. 3773)”.

Chiarita la consistenza dell’onere probatorio a carico delle parti, la sentenza ha inoltre affermato che tra inadempimento e risarcimento del danno non sussiste alcun “automatismo”: “La questione, pur specificamente dedotta nell’atto di appello, sia con riferimento al tempo intercorso tra la negoziazione dei titoli e il default dell’Argentina, sia con riguardo al rapporto tra il capitale mobiliare investito anche in azioni (dunque a rischio) e importo dei bond controversi, non è stata affrontata dalla Corte territoriale, se non ipotizzando erroneamente un automatismo tra inadempimento dell’intermediario e obbligo di risarcire il danno”.

Cass., Sez. I, 3 febbraio 2017, n. 2949 (leggi la sentenza)

Carlo Giambalvo Zilli c.zilli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’informativa nel contratto

Il Tribunale di Milano, con questa recentissima pronuncia, affronta vari temi relativi ai contratti ...

Contenzioso finanziario

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

La Cassazione si è espressa sull’istituto giuridico della successione a titolo particolare ex art...

Contenzioso finanziario

Mark to market, sei elemento essenziale e determinabile?

La commissione di estinzione anticipata non appartiene al novero dei costi necessari del mutuo e/o d...

Contenzioso finanziario

X