Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

La “stabilizzazione” degli effetti del decreto di trasferimento passa alle Sezioni Unite

La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha rimesso innanzi alle Sezioni Unite la questione dell’efficacia dell’ordine di cancellazione dei gravami contenuto nel decreto di trasferimento dell’immobile espropriato.

In particolare, secondo la Corte di Cassazione, la remissione alle Sezioni Unite si è resa necessaria a causa della coesistenza di diversi orientamenti giurisprudenziali in ordine alla necessità o meno di attendere il termine di venti giorni di cui all’art. 617 c.p.c. prima di disporre la cancellazione dei gravami risultanti sul bene.

Nel caso in esame, le doglianze circa il difetto di esecutività del decreto di trasferimento sono state respinte dal Tribunale di primo grado sul presupposto che esso costituisce, ex art 586, comma 3 c.p.c., titolo per la trascrizione e titolo esecutivo per il rilascio dell’immobile.

Il GE adito aveva pertanto ritenuto che il decreto di trasferimento potesse essere trascritto senza riserva anche se non ancora divenuto definitivo, salva in ogni caso la possibilità di adozione di un provvedimento di sospensione da parte del Giudice dell’Esecuzione (nel caso di specie rifiutato).

Sul punto, l’articolata ordinanza in commento ha ricostruito i diversi orientamenti giurisprudenziali e dottrinali ad oggi vigenti, rilevando che, alla tesi sinora prevalente secondo cui tale ordine sarebbe immediatamente efficace, se ne contrappone un’altra, più recente, recepita anche nella prassi di molte Conservatorie.

Secondo tale orientamento il presupposto per il prodursi degli effetti purgativi, è la “stabilizzazione” del decreto di trasferimento, ossia il decorso dei termini per un’eventuale opposizione ex art. 617 c.p.c.

Sulle base di quest’ultimo orientamento, parte della giurisprudenza ha ritenuto legittimo il rifiuto del Conservatore dei Registri Immobiliari di eseguire l’ordine di cancellazione della trascrizione del pignoramento o dell’iscrizione ipotecaria, qualora non fosse decorso il termine per proporre opposizione agli atti esecutivi ovvero l’opposizione proposta fosse ancora pendente.

La Prima Sezione della Corte di Cassazione nella disamina della fattispecie ha argomentato nel senso di ritenere maggiormente coerente con il nostro sistema giuridico la scelta dell’efficacia immediata del decreto di trasferimento, anche alla luce del fine del processo esecutivo di assicurare tempestivo soddisfacimento dei diritti di credito, grazie all’appetibilità dei beni staggiti e alla stabilità degli acquisti coattivi.

Ciò nonostante ha ritenuto di dover investire della decisione le Sezioni Unite oltre che per la necessità di uniformare i contrastanti orientamenti vigenti, anche per la particolare importanza, ai sensi dell’art. 363 c.p.c., che è stata attribuita alla questione, e per la rilevanza della materia, che si riflette sulla competenza di quasi tutte le sezioni civili e di vari istituti giuridici, nonché per l’incidenza, a seconda che si adotti una tesi o l’altra, sul grado di tutela delle parti coinvolte nelle vendite esecutive o fallimentari, con specifico riguardo al giudizio di prevalenza da effettuare nel contemperamento degli interessi dell’acquirente (e dei suoi aventi causa) con quelli dei creditori, specie se ipotecari.

Pertanto, le Sezioni Unite sono oggi chiamate a decidere “se, nel procedimento di espropriazione e vendita forzata immobiliare, il decreto di trasferimento del bene, recante l’ordine di cancellazione dei gravami (trascrizioni di pignoramenti, ipoteche, privilegi, sequestri conservativi) determini, in forza dell’art. 2878, n. 7 c.c., l’estinzione dei medesimi vincoli, dei quali il Conservatore dei registri immobiliari (oggi Ufficio provinciale del territorio – Servizio di pubblicità immobiliare, istituito presso l’Agenzia delle Entrate) è tenuto ad eseguire la cancellazione, indipendentemente dal decorso dei termini per la proponibilità di opposizioni all’esecuzione a norma dell’art. 617 c.p.c.”.

Cass., Ord., Sez. I, 10 febbraio 2020, n. 3096

Margherita Vismara – m.vismara@lascalaw.com

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