Contenzioso finanziario

La sottoscrizione della clausola di inadeguatezza dell’ordine di acquisto esclude la responsabilità dell’intermediario

 Corte d’Appello di Milano (leggi la sentenza per esteso)

La sentenza in commento, ottenuta dallo studio nell’ambito di un giudizio promosso dall’investitore nei confronti della Banca, è da segnalare, risultando una delle prime pronunce della Giurisprudenza di merito che afferma il principio di “assunzione del rischio”, quale volontà di assumere il rischio e consapevolezza del pericolo.

Nel caso di specie, l’operazione contestata (di acquisto di titoli obbligazionari emessi dalla Parmalat) era avvenuta nell’ambito del servizio di “negoziazione, sottoscrizione, collocamento e raccolta di ordini” di strumenti finanziari di cui all’art. 1, n. 5 del T.U.F. e agli artt. 32 e 33 del Regolamento Consob n. 11522/98 e, all’atto della ricezione degli ordini di acquisto, l’intermediario segnalava l’operazione come “inadeguata” e, nonostante ciò, l’investitore decideva comunque di procedere all’acquisto.

Ebbene, secondo la Corte d’Appello di Milano la sottoscrizione da parte dell’investitore della clausola di inadeguatezza presente all’interno dell’ordine, rende assorbente ed esimente qualsiasi addebitabilità all’intermediario.

In particolare il Collegio ha osservato che “la segnalazione resa dalla Banca circa la inadeguatezza dello strumento finanziario negoziato è di rango superire rispetto alla esplicitazione delle sue peculiari caratteristiche e riveste natura assorbente rispetto ad ogni altra informazione, ivi compresa quella afferente alla qualità dell’emittente.

Nel caso di specie, gli appellanti, nonostante l’avvertimento, hanno inteso dare corso, consapevolmente, all’operazione di acquisto ed hanno, conseguentemente, assunto il rischio di tale operazione.

Ancorché il principio di assunzione del rischio si collochi in un piano indipendente rispetto all’art. 1227 comma 2 c.c. (pur senza escluderne l’applicabilità), ove risulti rispettato il dettato dell’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98, nessuna responsabilità può ravvisarsi in capo all’intermediario, non soltanto perché interviene il fatto del cliente, ma, ancor più radicalmente, perché tale responsabilità deve ritenersi inesistente ab origine”.

La decisione è certamente da condividere, atteso che l’art. 29 del Regolamento Consob n. 11522/98 – in punto di segnalazione circa l’inadeguatezza dell’operazione da parte dell’intermediario finanziario – prevede che l’intermediario deve solamente rappresentare l’inadeguatezza dell’operazione così come da egli rilevata, facendo sì che vi sia una vera e propria “assunzione del rischio” da parte dell’investitore nel caso in cui questi intenda comunque procedere all’investimento in strumenti “inadeguati”, tale da escludere la sussistenza della responsabilità dell’intermediario, che non potrà essere invocata neppure a titolo di concorso.

30 luglio 2014

(Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com)

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