La sostanza sulla forma: l’effettività del primo incontro di mediazione

La sostanza sulla forma: l’effettività del primo incontro di mediazione

Effettività è tempestività, a prescindere dal rispetto o meno del termine di 15 giorni di legge. Questo è quanto statuito dalla Corte d’Appello di Milano, con sentenza del 20 giugno.

Prima, un occhio alla vicenda.

Due fideiussori proponevano opposizione unitamente alla debitrice principale avverso un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Pavia che, su ricorso della banca, aveva ingiunto loro il pagamento di una somma non irrisoria quale saldo debitore di un conto corrente intestato alla società debitrice. Il decreto veniva impugnato a fronte delle rituali contestazioni in materia di conto corrente. Si costituiva la banca convenuta-opposta, chiedendo la conferma del decreto ingiuntivo. Alla prima udienza del 25 marzo 2015, il giudice istruttore disponeva procedersi alla mediazione e rinviava all’udienza del 22 settembre 2015. A tale udienza, rilevato che non si era provveduto alla mediazione, il giudice riteneva la causa matura per la decisione e fissava l’udienza di precisazione delle conclusioni.

Al di là della successiva interruzione del giudizio per il sopravvenuto fallimento della società opponente e della regolare riassunzione ad opera dei fideiussori, ciò che rileva è che la causa veniva decisa ritenendo improcedibile l’opposizione per avere gli opponenti proposto la domanda di mediazione solo quattro giorni prima dell’udienza di rinvio fissata dal giudice.

Segnatamente, il Tribunale di Pavia affermava: “nella fattispecie oggetto di causa, parte opponente ha depositato con colpevole ritardo la domanda di mediazione, solo 4 giorni prima dell’udienza fissata dal giudice per consentire alle parti l’esperimento del procedimento, con ciò pregiudicandolo argomentando che qualora il deposito della domanda avvenga a ridosso dell’udienza, ciò preclude all’organismo di convocare le parti e consentire che gli incontri si svolgano effettivamente”.

Il principio esposto e qui di interesse è meno banale di quanto appaia.

Intanto, ricorderanno i nostri lettori che secondo un primo indirizzo, l’inosservanza del termine di 15 giorni comporterebbe l’improcedibilità del giudizio, stante la sua natura perentoria (in tal senso, cfr. Tribunale di Firenze 14 settembre 2016, Tribunale di Firenze 4 giugno 2015, Tribunale di Bologna 15 marzo 2015).

Seguendo un secondo indirizzo, invece, si condivide la natura ordinatoria del termine, con conseguente possibilità di proporre tardivamente la mediazione senza incorrere nella sanzione dell’improcedibilità della domanda. Ma corollario di questo orientamento giurisprudenziale è il divieto che il ritardo possa comunque pregiudicare l’effettivo esperimento del tentativo di mediazione (cfr., Tribunale di Roma 14 luglio 2016, Tribunale di Pavia 14 ottobre 2015).

La Corte d’Appello di Milano, davanti alla quale veniva impugnata la sentenza de qua, non poteva che confermare il provvedimento di prime cure. Tanto, sulla base di una lettura aderente al testo del D. Lgs. n. 28/2010.

“Poiché la condizione di procedibilità si considera, per espressa disposizione di legge, avverata solo dopo che si sia tenuto il primo incontro davanti al mediatore, la domanda proposta dagli attori è stata correttamente dichiarata improcedibile, giacché il suo mancato effettivo esperimento è dipeso dalla colpevole inerzia della parte, che ha presentato la domanda di mediazione pochi giorni prima dell’udienza; udienza fissata nel rispetto dei termini previsti per l’esperimento del procedimento ed, anzi, ben oltre tale termine”.

Non è secondaria l’annotazione della Corte secondo la quale, infatti, “la qualificazione del termine come ordinatorio o meno non è decisiva ai fini della tempestività, perché la dichiarazione d’improcedibilità non postula la natura perentoria del termine concesso dal giudice (come affermato dagli appellanti), ma piuttosto l’effettivo mancato esperimento della mediazione alla data dell’udienza fissata dal giudice per consentire l’avveramento della condizione di procedibilità”.

In altri termini, la sostanza prevale sulla forma essendo necessario, per l’avveramento della condizione di procedibilità, che il primo incontro dinanzi al mediatore avvenga entro l’udienza di rinvio, fissata proprio per la verifica dell’effettivo esperimento della mediazione, a cui è subordinata la procedibilità dell’azione in aderenza al principio già esposto dalla recente Cass. Civ. n. 8473/2019.

Corte d’Appello di Milano, sentenza del 20 giugno 2019

Giorgio Zurru – g.zurru@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Convocazione comunicata al solo avvocato? Domanda improcedibile

Chi promuove una mediazione delegata dal Giudice dovrà, d’ora in poi, prestare particolare attenz...

Mediazione bancaria

Quando scatta l’obbligo della mediazione in materia di decreto ingiuntivo

Il Tribunale di Trento, con pronuncia del 12 agosto, ha rimarcato i contorni dell’obbligo di esper...

Mediazione bancaria

Convocazione comunicata al solo avvocato? Domanda improcedibile

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, il mancato esperimento della mediazione giudiz...

Mediazione bancaria