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La sospensione dei giudizi connessi: obbligo o possibilità?

Con l’ordinanza n. 29450 resa in data 15 novembre 2018, la Suprema Corte è intervenuta nel dibattito circa i rapporti che legano due giudizi civili collegati tra loro da un nesso di pregiudizialità, sostenendo che non vi sia un obbligo ma bensì una possibilità di sospensione ex art. 337 c.p.c. del giudizio pregiudicato, qualora il Giudice di quest’ultimo ritenga in modo motivato di non poggiarsi sull’autorità della sentenza già intervenuta sulla questione pregiudicante.

Nella fattispecie sottoposta all’esame della Cassazione, una società immobiliare, proprietaria di un box condominiale, aveva impugnato una delibera assembleare del condominio in cui era sito il box che era stata ritenuta lesiva del suo diritto di uso e possesso della rampa che conduceva ai box, atteso che tale diritto era già stato accertato in due precedenti giudizi (possessorio e petitorio) promossi dalla stessa società.

Tuttavia, le domande della società immobiliare venivano rigettate sia in primo grado, sia nel giudizio di appello.

Al contrario, la Suprema Corte ha accolto il ricorso promosso dalla predetta società, atteso che la Corte di Appello non si era “motivatamente pronunciata … né sulla volontà di non conformarsi al disposto [delle precedenti sentenze] né sulla conseguente alternativa di sospendere il presente giudizio”.

Difatti, secondo la Cassazione, la sospensione del giudizio pregiudicato è possibile – salvo i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata “sia imposta da una disposizione specifica” e il giudizio pregiudicante non sia stato definito con sentenza passata in giudicato – “soltanto ai sensi dell’art. 337 c.p.c., non dovendo il secondo giudizio essere di necessità sospeso … ma potendo esserlo … ove il giudice ritenga altrettanto motivatamente di non poggiarsi sull’autorità della prima sentenza, già intervenuta sulla questione pregiudicante”.

Sulla base di tale motivazione, la Suprema Corte ha cassato la sentenza di secondo grado con rinvio della causa alla medesima Corte d’Appello, con la conseguenza che la stessa sarà tenuta a dover tener conto delle indicazioni espresse nell’ordinanza qui in commento.

Cass., Sez. II Civ., 15 novembre 2018, n. 29450

Tommaso Molteni –  t.molteni@lascalaw.com

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