Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

La sorte del contratto di credito collegato in caso di inadempimento del fornitore

Con una recentissima decisione il Collegio di Bologna dell’ABF ha respinto la richiesta di parte ricorrente volta a fare accertare il proprio diritto a essere liberata dai finanziamenti collegati ad un contratto di fornitura a seguito dell’inadempimento del fornitore, con conseguente ripetizione delle somme già versate in esecuzione del contratto di credito.

Nella specie, il Collegio ha affrontato la specifica questione – già affrontata dal Collegio di Coordinamento con la decisione n. 12645/21 del 17 maggio 2021 – relativa all’accertamento dell’inadempimento (di non scarsa importanza) e del relativo onere probatorio.

In particolare, il Collegio di Coordinamento, con la sopracitata pronuncia, ha evidenziato che “Nel procedimento instaurato ai sensi dell’art. 125- quinquies del T.U.B. incombe sul ricorrente l’onere di provare l’inadempimento di non scarsa importanza del fornitore. Al fine di accertare il diritto del consumatore alla risoluzione del contratto di credito, il Collegio è competente a valutare incidentalmente, sulla base delle risultanze acquisite, se, con riferimento al contratto di fornitura, ricorrono le condizioni di cui all’art. 1455 c.c. La risoluzione parziale del contratto di credito è ammissibile solo su esplicita domanda del ricorrente, in presenza di un adempimento parziale del contratto di fornitura con oggetto frazionabile. In tal caso il consumatore ha diritto alla risoluzione parziale del collegato contratto di credito per la parte corrispondente al valore delle prestazioni non eseguite e al rimborso delle rate versate a copertura di tali prestazioni con il conseguente obbligo di provvedere al rimborso del prestito al netto di detto valore

Nel caso di specie, il Collegio di Bologna ha altresì evidenziato che data la trilateralità che caratterizza questa tipologia di rapporti, e posta la natura del procedimento ABF, per la quale è preclusa la partecipazione del fornitore, il principio di vicinanza della prova va declinato tenuto conto che la prova stessa attiene ad elementi insiti nella relazione fra consumatore e fornitore, esulando dalla sfera di azione del finanziatore e, quindi, dai rapporti che intercorrono tra quest’ultimo e il consumatore.

In particolare, quanto all’onere probatorio, l’orientamento del Collegi ABF è nel senso che, in virtù del principio della vicinanza della prova, il soggetto onerato della prova dell’inadempimento del fornitore “non può che essere colui che sia parte del contratto, ossia il consumatore che ha ricevuto la fornitura, piuttosto che il terzo finanziatore, estraneo al rapporto di fornitura” (Collegio di Roma, n. 8023 del 2019; cfr. anche Collegio di Napoli, n. 4344/2018, Collegio di Bari, n. 14661/2018 e Collegio di Palermo n. 15995/2020).

Quanto, invece, alla non scarsa importanza dell’inadempimento ex art. 1455 c.c., i Collegi territoriali richiamano di sovente l’insegnamento della Suprema Corte secondo il quale la verifica dell’inadempimento di non scarsa importanza deve essere operata applicando contestualmente un parametro oggettivo, riferito alla entità oggettiva dell’inadempimento, “ma anche con riguardo all’interesse che l’altra parte intende realizzare e sulla base di un criterio, quindi, che consenta di coordinare il giudizio sull’elemento oggettivo della mancata prestazione, nel quadro dell’economia generale del contratto, con gli elementi soggettivi e che, conseguentemente, investa, specie nei casi di inadempimento parziale, anche le modalità e le circostanze del concreto svolgimento del rapporto, per valutare se l’inadempimento in concreto accertato abbia comportato una notevole alterazione dell’equilibrio e della complessiva economia del contratto, e l’interesse dell’altra parte, quale è desumibile anche dal comportamento di questa, all’esatto adempimento nel termine stabilito” (Cass., 6 marzo 2012, n. 3477; nello stesso senso, Cass. 18.2.2008 n. 3954, Cass., 21 febbraio 2006, n. 3742, Cass. 28 marzo 1995, n. 3669).

Nel caso di specie, in applicazione di tali principi, pur a fronte di un lamentato inadempimento del fornitore, il Collegio ha accertato che non risultava provato dal ricorrente tale inadempimento e che, pertanto, il ricorso andava integralmente respinto.

ABF, Collegio di Bologna, decisione del 10 settembre 2021, n. 20038

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

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