Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

La somma assegnata non può essere maggiore rispetto a quella precettata

Il caso posto all’attenzione del Tribunale di Mantova pone l’accento sull’applicazione dell’art. 546, comma 1 c.p.c., ed in particolare sul “limite dell’importo del credito precettato aumentato della metà, individua anche l’oggetto del processo esecutivo, sicché, in difetto di rituale estensione del pignoramento, un intervento successivo, pur se del medesimo procedente, non consente il superamento del detto limite e, quindi, l’assegnazione di crediti in misura maggiore.”

La questione è sorta a seguito dell’opposizione ex art. 615, comma 2, c.p.c., avversa all’esecuzione del pignoramento presso terzi instaurata da parte del terzo, e nella quale l’opponente instava per la sospensione dell’ordinanza adottata dal G.E..

L’opponente deduceva anzitutto che, nel provvedimento impugnato, il G.E. avrebbe assegnato somme a soggetti estranei alla procedura e cioè a (intervenuti in altra procedura esecutiva mobiliare in un primo tempo riunita alla presente e successivamente separata); ed inoltre che  le somme assegnate  risultavano maggiori della somma inizialmente pignorata, sostenendo che la propria dichiarazione negativa fondata su cessioni del credito aventi data certa anteriore al pignoramento e ciò sul presupposto di una insussistente nullità della cessione per indeterminatezza dell’oggetto, ed evidenziando che tale decisione assunta dal G.E., di ritenere il terzo obbligato nei confronti del debitore, fosse in violazione delle norme di cui agli artt. 1421 c.c., 99 e 112 c.p.c..

Il Tribunale, pertanto, ha ritenuto il primo motivo parzialmente fondato, essendo gli ulteriori soggetti, nella procedura esecutiva mobiliare, solo perché risultavano a loro assegnate somme anche se non intervenuti;

ed anche il secondo è stato ritenuto fondato, poiché il profilo secondo cui risultano assegnate somme ben superiori all’importo pignorato, laddove il limite dell’importo del credito precettato aumentato della metà, previsto dall’art. 546, comma 1, c.p.c., “individua anche l’oggetto del processo esecutivo, sicché, in difetto di rituale estensione del pignoramento, un intervento successivo, pur se del medesimo procedente, non consente il superamento del detto limite e, quindi, l’assegnazione di crediti in misura maggiore” (cfr. Cass. 11-6-2019 n. 15595; v anche Cass. 4-10-2010 n. 20595).

Infine, ha ritenuto sia errati gli importi attribuiti con l’ordinanza impugnata nonché sussistenti i gravi motivi per disporre la sospensione della ordinanza di assegnazione adottata.

La Giudice, dunque ha disposto la sospensione dell’ordinanza emessa dal Giudice dell’Esecuzione ed ha compensato tra le parti le spese.

Caterina Morabito – c.morabito@lascalaw.com

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