Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

La “sanatoria” per il contratto c.d. “monofirma”

Sulla vexata quaestio del contratto c.d. monofirma, si è di recente espresso anche il Tribunale di Taranto offrendo spunti particolarmente significativi sul tema ma, soprattutto, prospettando una soluzione per ovviare alla contestata invalidità del contratto bancario, in assenza della firma dell’Istituto di credito.

La pronuncia in commento, muovendo da un’accorata analisi dei principali filoni giurisprudenziali formatisi sull’argomento, arriva a prospettare, nella fattispecie posta al proprio vaglio, che l’ eccepita invalidità del contratto di conto corrente – per mancata sottoscrizione della banca – può ritenersi sanata ex nunc per la presenza di un successivo contratto di affidamento, recante entrambe le firme, di banca e cliente.

Il giudice di prime cure, in particolare, ha fatto proprio l’orientamento secondo il quale “il contratto nullo per assenza della firma – equiparato quindi all’assenza della forma scritta ad substantiam – sarebbe suscettibile di essere convertito in una proposta contrattuale scritta proveniente dal contraente che ha sottoscritto il documento contenente la regolamentazione contrattuale; si farebbe cioè applicazione dell’istituto della conversione del contratto nullo ex art. 1424 c.c.. Insomma si utilizzerebbe lo schema del contratto a formazione progressiva ex art. 1326 c.c. in tema di contratti a distanza, pur se adattato al caso di specie, dove propriamente il contratto si formava tra persone presenti.”

Ebbene, nel caso di specie, richiamando i principi appena esposti, il magistrato ha stabilito “certo è che con il successivo contratto di affidamento del 29-11-2004 (omissis) avveniva il perfezionamento del contratto di conto corrente datato 31-08-2004, c.d. monofirma, in considerazione dell’intimo collegamento negoziale che si instaurava tra i due contratti e quindi dalla data della sua venuta in essere, e cioè dal 29-11-2004, si perfezionava con la forma scritta ad substantiam anche il contratto di conto corrente.”

La sentenza del Tribunale di Taranto appare senza dubbio un precedente meritevole di segnalazione, nell’attuale panorama giurisprudenziale.

Invero, quand’anche potesse ipotizzarsi (rectius si volesse configurare) un’ipotesi di nullità contrattuale, nel caso di contratto c.d. monofirma,  potrebbe verificarsi – invocarsi – un’ipotesi di sanatoria, ancorchè ex nunc, come nel caso in parola.

In attesa che le Sezioni Unite sciolgano il nodo gordiano, la sentenza oggi commentata appare un significativo precedente per sostenere la validità del monofirma.

Tribunale di Taranto, Sez. II, 7 aprile 2017, n. 1026

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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