Riassunzione: l’importanza del “dies a quo” per il computo dei termini!

La “rivincita” del processo civile

La sentenza n. 13661, resa il 21 maggio scorso dalle Sezioni Unite della Cassazione, si pronuncia sull’annosa questione relativa al rapporto fra il processo penale e quello civile e, in particolare, sulla problematica legata alla sospensione necessaria prevista dall’art. 75 c.p.p., comma 3.

Il suddetto comma, infatti, indica i casi in cui sia necessario sospendere il processo civile fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione, e cioè: “quando l’azione è proposta in sede civile nei confronti dell’imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado”.

La problematica diventa rilevante nel caso in cui non vi sia coincidenza tra i soggetti costituiti parti civili nel processo penale e coloro che propongono il giudizio civile, perdipiù non soltanto nei confronti del danneggiante-imputato, ma anche nei confronti di altro litisconsorte, cioè la compagnia assicuratrice di responsabilità civile.

A parere delle Sezioni Unite, in tale circostanza, la sospensione del giudizio civile sarebbe punitiva, sia nei confronti del danneggiato che abbia optato per agire in sede penale, in quanto dovrebbe sottostare all’accertamento dei fatti compiuto in quella sede, sia nei confronti del danneggiato che abbia deciso di agire in sede civile dopo la sentenza penale di primo grado, in quanto dovrà subire la sospensione del processo civile azionato dopo la sentenza penale di primo grado, quasi punendolo per non aver azionato immediatamente il giudizio civile.

Nel caso di specie, i ricorrenti avevano proposto domanda in sede civile nei confronti del danneggiante e della compagnia assicuratrice RCA per chiedere il risarcimento dei danni loro cagionati dalla morte del proprio congiunto avvenuta a causa di un incidente stradale.I predetti ricorrenti avevano azionato il giudizio civile dopo la sentenza di condanna resa nell’ambito del processo penale promosso contro il danneggiante e nel quale, alcuni dei ricorrenti si erano costituiti parti civili. Il Giudice istruttore, pertanto, in pendenza della pronuncia definitiva in sede penale, aveva sospeso il processo civile e, per tale ragione, i ricorrenti avevano proposto regolamento di competenza, e la Sezione III della Corte di Cassazione aveva ritenuto di rimettere il giudizio alle Sezioni Unite.

Queste ultime, quindi, si sono interrogate circa i rapporti fra il processo civile e quello penale e circa la ratio che, nei diversi momenti storici, ha caratterizzato le scelte del Legislatore, rimarcando come già da tempo il principio dell’uniformità dei giudicati abbia ceduto il passo a quello del giusto processo e precisando che, in virtù del principio della separazione dei giudizi, ben può essere accettato il rischio di difformità dei giudicati.

Inoltre, le SS.UU. si sono soffermate sulla questione della sospensione del giudizio in caso di litisconsorzio, necessario o facoltativo, precisando che non sarebbe possibile disporla nei confronti di uno solo o di alcuni dei litisconsorti, necessitando, per l’applicazione del comma 3 dell’art. 75 c.p.p., l’identità dei soggetti tra i due giudizi.

Non si può, infatti, sacrificare l’interesse ad una rapida definizione del giudizio di soggetti che sono coinvolti in un giudizio, ma non nell’altro.

Pertanto, le SS.UU. della Suprema Corte, ponendo alla base il principio della separazione e dell’autonomia del giudizio civile e di quello penale, ognuno con le proprie regole, ha affermato il principio secondo il quale, i casi di sospensione necessaria prevista dall’art. 75 c.p.p., comma 3, vanno interpretati restrittivamente, di modo che la sospensione non si applica qualora il danneggiato proponga azione di danno nei confronti del danneggiante e dell’impresa assicuratrice della responsabilità civile, dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato.

Cass., Sez. Un. Civili, 21 maggio 2019, n. 13661

Valeria Misticoni – v.misticoni@lascalaw.com

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