Successioni

La rinuncia al legato in sostituzione di legittima richiede la forma scritta se relativa a beni immobili: la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

– Cass., 29 marzo 2011, Sez. Un., n. 7098, in Guida al Diritto, n. 18/2011, pag. 30

Massima: "Il legittimario in favore del quale il testatore abbia disposto ai sensi dell’articolo 551 del Cc un legato avente a oggetto beni immobili in sostituzione della legittima, qualora intenda conseguire la legittima, deve rinunciare al legato stesso in forma scritta ex articolo 1350, n. 5, del codice civile." (leggi la sentenza per esteso)

Le S.U. della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7098 del 29 Marzo 2011 hanno stabilito che il legittimario, a favore del quale il testatore ai sensi dell’art. 551 c.c. abbia disposto un legato in sostituzione della legittima avente ad oggetto beni immobili, qualora intenda conseguire la legittima deve rinunciare al legato in forma scritta, giusto quanto dispone l’articolo 1350, comma 1, n. 5 c.c.
Detta statuizione delle S.U. aderisce al costante indirizzo giurisprudenziale secondo il quale la rinuncia al legato avente ad oggetto beni immobili richiede la forma scritta ex art. 1350, primo comma, n. 5 c.c., giacchè si tratta di un atto di dismissione della proprietà di beni già facenti parte del patrimonio del rinunciante.
Tale conclusione si fonda sul disposto dall’art. 649 c.c., a tenore del quale il legato si acquista di diritto all’apertura della successione e dell’articolo 551, primo comma, c.c., il quale riconosce il diritto al legittimario di rinunciare al legato in sostituzione di legittima e chiedere la legittima.
In particolare tale ultima disposizione di legge prevedendo espressamente la rinuncia al legato quale condizione per conseguire la legittima, stabilisce che la volontà del legittimario di ottenere la sua quota di riserva è condizionata dalla dismissione del legato e conferma la necessità della rinuncia ad esso, rinuncia da manifestare per iscritto se il legato ha ad oggetto beni immobili.
Al riguardo la Suprema Corte precisa che, nell’ipotesi del legato in sostituzione di legittima, l’automaticità dell’acquisto del legato non è esclusa dalla facoltà riconosciuta al legittimario dall’articolo 551, secondo comma, c.c., di rinunciare al legato e chiedere la quota di legittima.
Il riconoscimento di detta facoltà, infatti, dimostra esclusivamente che l’acquisto del legato è sottoposto alla condizione risolutiva della rinuncia del beneficiario, ma tale condizione non sottrae la rinuncia, qualora la stessa abbia ad oggetto beni immobili, alla forma scritta resa necessaria dall’esigenza fondamentale della certezza dei trasferimenti immobiliari.
Le Sezioni Unite, infine, precisano che tali conclusioni derivano dall’inquadramento sistematico della norma di cui all’articolo 551, comma 2, c.c. in un contesto caratterizzato
non solo dal principio generale di cui all’art. 649 c.c., in materia di accettazione del legato e da quello dell’art. 1350 cc., n. 5, in tema di forma scritta a pena di nullità per gli atti di rinuncia a beni immobili ed ai diritti su beni immobili, ma anche dalla disposizione dello stesso articolo 551, comma 1, c.c.

(Filippo Basile – f.basile@lascalaw.com)
 

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