Diritti reali e condominio

La revoca giudiziaria dell’amministratore di condominio

– di Francesco De Paola, in Il Corriere del Merito n. 6/11, pag. 591

La questione di recente sottoposta al vaglio del Tribunale di Salerno concerne la revocabilità ad opera dell’autorità giudiziaria dell’amministratore di condominio.

La pronuncia in esame, resa in data 25 gennaio 2011, conferma, in sostanza, il carattere eccezionale della revoca giudiziaria dell’amministratore di condominio, ammessa solo in caso di effettiva lesione dell’interesse dei condomini ad una gestione condominiale improntata ai principi di correttezza e di trasparenza.

Si tratta di una questione assai dibattuta e controversa dal momento che il codice civile ha indicato come motivo giustificativo della revoca dell’amministratore da parte dell’autorità giudiziaria una causa del tutto generica: “le gravi irregolarità” commesse dall’amministratore nell’ambito del suo mandato.

Nel caso di specie, il Tribunale ha statuito che, nell’ambito di un edificio in regime condominiale, qualora i vizi delle opere appaltate riguardino alcuni appartamenti di proprietà esclusiva, l’azione risarcitoria nei confronti dell’appaltatore va proposta esclusivamente dai proprietari delle unità immobiliari danneggiate.

Tale azione non compete all’amministratore di condominio che, come tale, non può assumere decisioni riguardanti le proprietà esclusive dei singoli condomini.

Sotto questo profilo, quindi, data la mancanza di legittimazione ad agire nei confronti dell’appaltatore, la condotta omissiva dell’amministratore e cioè il fatto di non avere tempestivamente agito in giudizio nei confronti dell’appaltatore per i danni subiti dalle unità immobiliari, non costituisce una grave irregolarità tale da giustificare – ai sensi dell’art. 1129, 3° comma, c.c. – la revoca dell’amministratore di condominio.

In definitiva, la sentenza in esame ribadisce l’orientamento secondo cui la “gravità” delle condotte dell’amministratore deve essere tale da contravvenire ai principi di correttezza, di trasparenza e di diligenza professionale cui deve ispirarsi l’azione dell’amministratore stesso quale “mandatario” della collettività condominiale.

(Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com)

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