Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

La revoca del collegio sindacale

La revoca dei sindaci non consegue automaticamente alla relativa delibera assembleare ma necessita della successiva approvazione del Tribunale, il quale è tenuto a verificare – anche nel merito, a tutela e garanzia dell’indipendenza e della stabilità dell’Organo di controllo – l’esistenza di una giusta causa di revoca idonea a fare venire meno il rapporto in essere tra quest’ultimo ed i soci.

Il Tribunale di Bologna, con decreto emesso in data 4 marzo 2021, ha rigettato il ricorso ex art. 2400, 2 ° comma, c.c., promosso da una società che voleva venisse confermata ed approvata la delibera assembleare con cui era stata disposta la revoca dei componenti dell’organo di contratto.

In particolare, il Tribunale ha chiarito che “ai sensi dell’art. 2400 co. 2° c.c., la revoca dei sindaci non consegue automaticamente al voto che disponga l’azione di responsabilità – al contrario di quanto avviene per gli amministratori ai sensi dell’art. 2393 c.civ. – ma necessita pur sempre della successiva ratifica del Tribunale (v. Cass. 27389/2005); ciò previo positivo controllo circa l’esistenza di una sottostante <giusta causa>” e, come tale “ogni situazione che faccia venir meno il rapporto di funzionale affidabilità tra Soci e Sindaci e che più comunemente si risolve in un addebito di protratta inattività e violazione dei loro doveri, a carico di questi ultimi”.

A parere del Tribunale, peraltro, la scelta di proporre l’azione di responsabilità nei confronti dei sindaci non implicherebbe di per sé alcuna giusta causa di revoca, essendo necessario che la delibera assembleare dia atto compiutamente dei motivi specifici sulla base dei quali i soci hanno deciso – in contraddittorio tra loro (oltre che con gli amministratori ed i sindaci) e parallelamente all’avvio dell’azione di responsabilità – di revocare i membri dell’organo di controllo.

Il ruolo che viene attribuito al giudice in virtù di quanto previsto all’art. 2400 c.c. si sostanzia, quindi, nella sommaria verifica della sussistenza della giusta causa di revoca dei sindaci, la cui valutazione si deve necessariamente estendere non solo ad un controllo formale della regolarità della delibera assembleare, ma anche all’accertamento in concreto dell’esistenza di idonei motivi a fondamento della revoca stessa.

Trib. Bologna, Sez. Impresa, 4 marzo 2021

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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