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La responsabilità solidale del committente nei contratti di appalto

La novella legislativa dell’art 29, comma 2, d. lgs. n. 276/2003, può essere ritenuta norma di interpretazione autentica, con conseguente efficacia retroattiva?

Con una recentissima pronuncia, la Cassazione ha fornito importanti chiarimenti in merito alla portata delle modifiche legislative che hanno interessato la disciplina della responsabilità solidale del committente ex art. 29, comma 2, d. lgs. n. 276/2003 nei contratti di appalto.

In particolare, la disposizione in esame, nella formulazione risultante dalla modifica di cui alla l. 296/2006, disponeva che “in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonchè con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti”, senza alcuno specifico riferimento circa l’inclusione o meno, nell’ambito della responsabilità solidale, delle sanzioni civili.

Successivamente, il d.l. n. 5/2012 (convertito con modificazioni dalla legge n. 35/2012) è intervenuto in materia, escludendo espressamente le sanzioni civili dal vincolo solidale.

Orbene, la Corte ha affermato che la responsabilità solidale tra committente ed appaltatore, nella previgente formulazione, per l’omesso pagamento del debito contributivo si estende anche alle sanzioni civili, in virtù dell’automaticità funzionale che lega il primo alle seconde.

Pertanto, le obbligazioni solidali che ricadono, ratione temporis, nella disciplina di cui alla l. 296/2006, implicano, in ragione della predetta automaticità funzionale, anche la responsabilità per le sanzioni civili.

Per giungere a tale conclusione, la Corte nega con decisione la possibilità di attribuire alla modifica intervenuta nel 2012 natura di norma di interpretazione autentica, che, in quanto tale, avrebbe efficacia retroattiva.

Gli Ermellini richiamano, per rendere ineccepibile il ragionamento, un precedente pronuncia della Corte Costituzionale, in cui si dichiarava la piena conformità al principio di eguaglianza del trattamento differenziato applicato alle stesse fattispecie, ma in momenti diversi nel tempo, poiché il fluire del tempo può costituire un valido elemento di diversificazione delle situazioni giuridiche (v. Corte Cost. n. 254/2014).

In conclusione, dunque, deve affermarsi che la nuova disciplina in tema di responsabilità solidale del committente si applica esclusivamente agli inadempimenti contributivi avvenuti dopo la sua entrata in vigore, in applicazione dei principi generali in tema di successione di leggi nel tempo.

La sentenza esaminata avrà sicuramente un forte impatto su quei procedimenti ancora in corso relativi a fatti avvenuti prima della modifica legislativa.

Cass., Sez. Lavoro, 15 ottobre 2020 n. 22395

Rachele Spadafora – r.spadafora@lascalaw.com

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