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La responsabilità dei soci nella S.r.l.

– di Giulia Giuffrida, in Le Società n. 4/2011, pag. 405

L’autore analizza gli atti idonei a determinare la responsabilità dei soci nella S.r.l. ex art. 2467 comma 7 del c.c.. L’articolo citato dispone al comma n. 7 che: “Sono altresì solidalmente responsabili con gli amministratori, ai sensi dei precedenti commi, i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi”. A tal fine, risulta necessario attribuire contenuto pratico alle parole “decidere” ed “autorizzare” al fine di comprendere se la responsabilità dei soci sia connessa esclusivamente alla attività deliberativa, svolta nelle forme istituzionali, ovvero vada ad estendersi ad ogni forma di ingerenza di fatto nella gestione della società.

La dottrina ha evidenziato che, utilizzando un’interpretazione estensiva della norma, si giungerebbe a qualificare come fonte di responsabilità attribuibile ai soci, non soltanto manifestazioni di volontà espresse nelle forme istituzionali ma, in generale, ogni manifestazione di volontà dei soci che valga a dare impulso all’azione degli amministratori o a rimuovere un ostacolo al suo svolgimento. Concordemente la giurisprudenza (Trib. Milano ord. 9/7/2009) afferma che nell’ambito di applicazione della disposizione in commento rientrerebbero non solo gli atti decisori o autorizzatori adottati formalmente dai soci bensì anche atti o comportamenti “idonei a superare l’azione illegittima e dannosa posta in essere dagli amministratori”. Sembra trovare conferma, anche a livello giurisprudenziale, l’applicabilità del settimo comma dell’art. 2476 anche a tutti i comportamenti occasionali e isolati, nonché residuali, con cui i soci inducono gli amministratori a porre in atto determinati atti gestori, esercitando una forma di ingerenza nei loro confronti. Tale ingerenza potrà quindi realizzarsi sia con l’esercizio dei poteri attribuiti dalla legge sia in via di fatto (tramite un’ingerenza informale sull’agire degli amministratori). L’analisi dell’Autore si sposta inoltre sugli elementi costituivi le fattispecie di cui all’art. 2476 comma 7, c.c., primo fra tutti, l’aspetto della solidarietà della responsabilità dei soci con quella degli amministratori; la concorrente responsabilità degli amministratori costituisce infatti tratto irrinunciabile per la responsabilità dei soci. A quest’ultima deve, quindi, essere riconosciuta natura accessoria rispetto alla responsabilità degli amministratori, con la relativa impossibilità di configurare la responsabilità dei soci in assenza di quella degli amministratori.

Una seconda conseguenza della lettura dell’articolo citato è che l’applicabilità della responsabilità dei soci è circoscritta alle operazioni pregiudizievoli alla cui concreta realizzazione abbiano partecipato gli (o alcuni degli) amministratori. Tale limitazione trova giustificazione nel fatto che il concreto compimento dell’atto deciso o autorizzato dai soci spetta pur sempre agli amministratori, i quali hanno il dovere di non dare esecuzione agli atti dannosi, pena la loro responsabilità verso la società, i soci e i terzi.

(Sergio Chisari – s.chisari@lascalaw.com


 

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