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La responsabilità degli amministratori ai sensi dell’art. 2395 c.c. per redazione di un bilancio falso

L’art 2395 cc dispone che le disposizioni di cui ai precedenti articoli (si vedano artt. 2393, 2393 bis, 2394 e 2394 bis cc) – relativi a responsabilità degli amministratori verso la società e verso i creditori sociali – “non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti colposi o dolosi degli amministratori”.

L’azione individuale di cui all’art. 2395 cc attiene unicamente al risarcimento dei danni cagionati al socio o al terzo da atti illeciti commessi dagli amministratori nell’esercizio delle loro funzioni “gestorie” e, quindi, del loro ufficio. Il presupposto di tale azione, peraltro, è che il socio abbia patito un danno diretto alla propria sfera patrimoniale e che non sia quindi un mero riflesso di quello patito dalla società.

E’ opinione unanime che rientri in tale fattispecie l’ipotesi di danno derivato al socio od al terzo in ragione di un bilancio falso predisposto dagli amministratori.

In tal caso, laddove un terzo o il socio si dichiari danneggiato per gli atti compiuti in dipendenza dell’affidamento che abbia riservato ad un bilancio poi rivelatosi falso, l’attore (sia esso il socio o il terzo) debba provare i) che il bilancio de quo è falso, ii) che, in base a tale bilancio, è stato indotto a compiere atti direttamente pregiudizievoli sul proprio patrimonio e, da ultimo, che iii) il comportamento doloso o colposo degli amministratori, trattandosi nell’irregolare rappresentazione dei dati economici, era idoneo a carpire la sua buona fede (cfr. Cass. 13766 del 13 giugno 2007 ed Appello Bologna, 5 maggio 1987, in Soc., 1987, 1156).

L’onere della prova dei fatti costitutivi della pretesa e delle conseguenze direttamente pregiudizievoli ricade in toto sull’attore, in quanto la natura della responsabilità di cui all’art. 2395 cc è da intendersi extracontrattuale (stante la mancanza di un vincolo contrattuale tra amministratori e i soci o i terzi legittimati all’azione) in quanto tale fattispecie costituisce specificazione della clausola generale dell’art. 2043 cc.

10 Giugno 2015

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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