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La responsabilità civile del notaio: prescrizione e danno risarcibile

Nella sentenza in commento, la Suprema Corte ha affrontato il tema della responsabilità civile del professionista, definendone – dapprima – la natura giuridica, per poi individuare il momento in cui inizia a decorrere il termine di prescrizione dell’eventuale diritto al risarcimento del danno a favore del danneggiato, fino a giungere ad indicare il limite del relativo ammontare.

Il caso sottoposto all’attenzione della Cassazione vede come parti della controversia, da un lato, due coniugi – attori – i quali, dopo aver acquistato due locali-magazzino, ne subivano l’evizione a seguito di decreto del giudice dell’esecuzione; dall’altro, il notaio – convenuto – che ha predisposto l’atto notarile, al quale i primi contestavano la mancata menzione nell’atto rogato del pignoramento gravante sugli immobili oggetto della compravendita.

In primo grado, parte attrice si vedeva respingere la domanda di risarcimento del danno, avendo il Tribunale competente ritenuto estinto – per intervenuta prescrizione – il preteso diritto. In secondo grado, la Corte d’Appello riformava tale decisione, condannando parte convenuta al risarcimento danni, limitandosi a riconoscere un ammontare corrispondente alle somme versate dagli acquirenti alla venditrice degli immobili a titolo di quota parte del prezzo e alle spese sostenute per il rogito.

La Cassazione adita, nel dirimere la controversia, ha dapprima definito la natura giuridica della responsabilità civile del professionista, confermando i propri orientamenti maggioritari che – escludendo la responsabilità aquiliana – riconoscono una responsabilità contrattuale del notaio, non solo con riferimento alle attività principali (preparazione e stesura dell’atto pubblico) ma anche agli obblighi accessori (preventiva verifica delle libertà e disponibilità del bene e, più in generale, delle risultanze dei registri immobiliare mediante visura).  In particolare, la Suprema Corte precisa che l’attività del notaio “non si riduce al mero compito di accertamento della volontà delle parti, ma si estende a quelle attività preparatorie e successive necessarie perché sia assicurata la serietà e certezza dell’atto giuridico ed [il] conseguimento dello scopo tipico di esso”.

Sciolto tale nodo, la Cassazione è passata ad affrontare il tema della decorrenza dei termini di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, condividendo l’ormai consolidato principio secondo il quale, il suddetto termine, inizia a decorrere, non dal momento in cui la condotta dannosa viene posta in essere, ma dal momento in cui il danno – effettivo ed attuale – diviene oggettivamente percepibile e riconoscibile da chi ha interesse a farlo valere.

In sostanza, la Corte, nella sua progressione logica, specifica, in primo luogo, che “la prescrizione dell’azione di responsabilità contrattuale non può iniziare a decorrere prima del verificarsi del danno di cui si chiede il risarcimento”; in secondo luogo, che “non è sufficiente che il danno si sia verificato empiricamente; è altresì necessario che esso sia oggettivamente percepibile all’esterno e riconoscibile da chi intende chiederne il ristoro” e, infine, che “la percepibilità del danno va apprezzata non secondo parametri soggettivi che guardino alla persona del danneggiato, ma secondo il parametro dell’ordinaria diligenza”.

Ulteriore questione sottoposta all’attenzione della Cassazione è quella dell’ammontare del danno risarcibile: ebbene, la Corte di legittimità statuisce che il danno risarcibile dal notaio a seguito dell’evizione a lui ascrivibile, deve meramente limitarsi al cd. interesse negativo, coincidente con la somma sborsata dal proprio cliente per il rogito notarile, avendo il risarcimento, in tal caso, l’esclusivo scopo di ripristinare la situazione patrimoniale antecedente, dovendosi altresì escludere la risarcibilità di un supposto danno morale.

Alla luce di quanto sopra, quindi, si può affermare che spetta al notaio porre in essere le attività strumentali alla verifica della sussistenza di pesi o procedure sul bene oggetto dell’atto notarile e, in caso di violazione di tali obblighi, il danneggiato potrà ottenere il risarcimento dell’interesse negativo, da far valere dal momento in cui ha percepito – o avrebbe potuto percepire – il danno, secondo il parametro dell’ordinaria diligenza.

Cass., Sez. II, 3 maggio 2016, n. 8703 (leggi la sentenza)

Biagio Torsellob.torsello@lascalaw.com

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