Diritto Processuale Civile

La remunerazione dell’attività del consulente di parte deve essere liquidata sulla scorta delle tariffe professionali di appartenenza

Cass., 6 agosto 2014, n. 17708 (leggi la sentenza per esteso)

Con la recente sentenza n. 17708 del 06 agosto 2014, la Corte di Cassazione ha nuovamente stabilito che l’attività svolta dal consulente di parte deve essere considerata come un rapporto di mera prestazione d’opera e che non può essere assimilato alle attività rese dagli ausiliari del Giudice.

Il caso, oggetto della decisione dei Giudici di Piazza Cavour, ha riguardato il reclamo proposto dal consulente tecnico di parte di una procedura fallimentare avverso il decreto di liquidazione dei propri compensi emesso dal Giudice delegato al Fallimento.

La Suprema Corte, in accoglimento del predetto ricorso, si è soffermata sulla qualificazione dell’opera prestata dal consulente di parte e, conseguentemente, sui compensi a lui spettanti per l’attività svolta.

Nell’assimilare la figura del consulente del fallimento a quella del perito nominato dall’avvocato, la sentenza ribadisce che il consulente di parte “svolge, nell’ambito del processo, un’attività squisitamente difensiva, ancorché di carattere tecnico” la cui “prestazione non è equiparabile in alcun modo a quella del consulente tecnico d’ufficio, il quale opera in posizione di imparzialità, fornendo al giudicante elementi di valutazione per la risoluzione di questioni”.

Secondo la Suprema Corte, quindi, i contenuti tecnici dell’attività resa dal consulente di parte non possono essere accomunati a quelli del consulente tecnico d’ufficio, poiché l’opera del primo non rappresenta altro che un incarico professionale svolto nell’interesse della parte che ha provveduto alla nomina.

Sulla scorta di ciò la sentenza stabilisce che i compensi del consulente tecnico di parte devono essere liquidati avuto riguardo ai tariffari professionali di appartenenza e non ai criteri utilizzati per la liquidazione dei compensi degli ausiliari dei giudici.

In definitiva, con la presente pronuncia, i Giudici di Piazza Cavour pongono ancora una volta l’accento sulla differente natura delle prestazioni rese dal consulente tecnico di parte e da quello nominato dal Giudice, stabilendo la non comparazione tra le due figure professionali.

4 settembre 2014

(Iliza Ugliano – i.ugliano@lascalaw.com)

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