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La questione non risolta dell’onere della prova

La Corte d’Appello di Torino ribadisce, conformemente alle pronunce della Cass. n. 9201/2015, n. 9099/2012, n. 23229/2004, che l’onere probatorio – anche nei casi di accertamento negativo della legittimità delle somme addebitate al correntista – deve essere assolto mediante la produzione, oltre che degli estratti conto relativi a tutto il periodo contrattuale, anche – e pregiudizialmente – dei contratti di conto corrente e delle relative condizioni generali.

Nonostante la questione relativa alla prova sia stata vagliata dalla giurisprudenza, sia di merito che di legittimità, in numerosissime pronunce la difesa comune dei correntisti, che asseriscono illeciti addebiti su conto corrente, è quella di invertire l’onere a carico della Banca, chiedendo l’esibizione dei documenti contrattuali e contabili in corso di causa con la domanda introduttiva.

Nel caso esaminato dalla Corte d’Appello di Torino, la correntista domandava la ripetizione delle somme ritenute illegittime, perché applicate unilateralmente dalla Banca in assenza di pattuizione scritta; a sostegno della propria domanda non produceva – né stragiudizialmente richiedeva – i contratti, ma solo una serie frammentaria di estratti conto scalari.

La Corte, dunque, confermando la decisione del Tribunale di primo grado, rilevava che la mera produzione degli estratti conto non è “prova sufficiente a fondare la domanda di ripetizione dell’indebito” e statuiva il seguente principio di diritto: “l’onere probatorio gravante, a norma dell’art. 2697 c.c., su chi intende fare valere in giudizio un diritto non subisce deroga neanche quando abbia ad oggetto “fatti negativi”, in quanto la negatività dei fatto oggetto della prova non esclude, né inverte, il relativo onore, gravando esso pur sempre sulla parte che fa valere il diritto di cui il fatto, pur se negativo, ha carattere costitutivo”.

In considerazione di quanto esposto, l’appello proposto veniva respinto, con condanna dell’appellante al pagamento delle spese di giudizio.

Corte d’Appello di Torino, 03 gennaio 2019, n. 17

Carolina Baietta – c.baietta@lascalaw.com

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