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La pubblicità della divisione deroga al regime degli atti traslativi

La Corte di Cassazione ha stabilito, a seguito di un ricorso del 2016, con articolato ragionamento che “l’avente causa o il creditore di uno dei comproprietari, che abbia trascritto o iscritto il proprio titolo prima della trascrizione della divisione, acquisisce il diritto di impugnare la divisione alla quale non sia stato chiamato a partecipare”.

La vicenda trae origine da una questione riguardante il sistema tavolare, in atto nella provincia autonoma di Bolzano, e relativo alla divisione di alcuni beni immobili di cui poi alcuni venivano pignorati, in corso di scioglimento della divisione, e successivamente venduti a terzi in buona fede; seguiva quindi ulteriore decreto tavolare con il quale veniva iscritto il favore degli acquirenti il diritto di proprietà della particella già intestata alla parte esecutata, nonché sulla parte di quota indivisa già di sua proprietà.

La parte citava in giudizio dinanzi al tribunale di Bolzano gli aggiudicatari e chiedeva che fosse ripristinato il proprio diritto di proprietà sull’intera particella lei attribuita con la divisione preventivamente iscritta.

Il tribunale però rigettava la domanda con sentenza che veniva confermata dalla Corte di appello territoriale.

Tuttavia, la Suprema Corte ha esaminato con grande attenzione la questione, arrivando ad accogliere il ricorso sul punto inerente alla mancata notificazione dell’avviso di cui all’articolo 599, comma 2, c.p.c..

La linea dei ricorrenti sosteneva, infatti, che nonostante la Corte d’appello avesse riconosciuto che nel caso che ci occupa fu messo il suddetto avviso, ma successivamente aveva definito la lite sulla base del criterio diverso, stabilito dall’ articolo 2913 c.c., inerente gli atti di alienazione e quindi non è applicabile al caso di specie avente ad oggetto la divisione.

Secondo la Suprema Corte, il motivo del ricorso è fondato, in quanto la Corte d’appello ha errato nel considerare la divisione un atto di alienazione, trattandosi appunto di caso diverso e cioè di divisione.

Essendo fatto pacifico che l’avviso ai comproprietari non era stato notificato, occorreva invece stabilire se la inopponibilità della divisione potesse farsi discendere dalla mera trascrizione del pignoramento, in forza della regola di cui all’articolo 1113 c.c..

Secondo la sentenza in commento, in realtà anche secondo il sistema tavolare la pubblicità della divisione o della domanda di divisione giudiziale non è sottoposta al regime predisposto per gli atti traslativi, ma è imposta ai fini del principio di continuità e per gli effetti previsti dall’articolo 1113 c.c..

Pertanto, l’avente causa o il creditore di uno dei comproprietari, il quale abbia trascritto o iscritto il proprio titolo prima della trascrizione della divisione, acquisisce il diritto di impugnare la divisione già eseguita, alla quale non sia stato chiamato a partecipare, o di disconoscerne immediatamente l’efficacia, se l’omissione e in corsa in danno dei soggetti indicati nel terzo comma dello stesso articolo.

Allo stesso modo potranno agire l’avente causa e il creditore che abbiano trascritto o iscritto contro il compartecipe prima della trascrizione della domanda giudiziale.

L’efficacia dell’intavolazione, nel sistema dei libri fondiari, presuppone un valido titolo in mancanza di questo, il soggetto in favore del quale risulta trasferito o costituito il diritto reale rimane esposto al pericolo dell’evizione nonostante l’avvenuto compimento detta forma di pubblicità.

In applicazione di detti principi, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente al detto motivo, rinviando la Corte d’appello competente territorialmente per la definizione delle spese.

Cass., Sez. II, 24 novembre 2020, n. 26692

Caterina Morabito – c.morabito@lascalaw.com

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