Contratti

La produzione in giudizio come equipollente della sottoscrizione

La sentenza della Cass. Civ, sez II, n. 2826 del 11 marzo 2000 interviene a chiudere il procedimento instaurato a seguito della domanda del promissario acquirente di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. di un preliminare di vendita immobiliare. La particolarità del caso deriva dal fatto che che il documento recante il testo contrattuale non era stato sottoscritto né dall’attore né dalla convenuta, ma soltanto dal di lei marito, non munito di apposita procura. Secondo i Giudici di merito il contratto preliminare si sarebbe validamente perfezionato nel corso del processo.
Pertanto, la Corte d’appello di Catanzaro ha disposto il trasferimento in favore dell’attore dell’unità immobiliare.
Investita del caso, la Corte di Cassazione ha rovesciato la pronuncia disponendo il rigetto delle domande originariamente svolte dall’attore. La Suprema Corte, pur tenendo fermo il principio secondo cui la produzione in giudizio de documento costituisce un valido equipollente della sottoscrizione mancante, nel caso di specie ne ha escluso l’operatività, argomentando che la produzione interviene in un giudizio non promosso nei confronti della parte che ha già sottoscritto il contratto, con ciò impedendo che possa realizzarsi l’incontro della volontà, indispensabile per il perfezionamento della fattispecie negoziale. Deve inoltre escludersi, a giudizio della Corte, che sia intervenuta la ratifica da parte della convenuta, poiché il difetto di perfezionamento del contratto esclude che possa integrare una valida ratifica la sottoscrizione dell’atto di costituzione in giudizio o della delega in calce allo stesso, o qualsiasi altra dichiarazione contenuta in uno scritto difensivo di voler fare propri gli effetti del contratto sottoscritto dal rappresentante senza poteri.
La Corte ha ribadito l’ormai consolidato orientamento della giurisprudenza, secondo cui nei contratti per i quali è richiesta la forma scritta ad substantiam, la produzione in giudizio ad opera della parte che non lo ha sottoscritto, del documento contenente il testo del contratto, con il dichiarato intento di avvalersene, costituisce un valido equipollente della sottoscrizione mancante, venendo così ad integrare efficacemente il processo di formazione del contratto. La produzione in giudizio deve essere effettuata allo scopo specifico di avvalersi del contratto, invocando l’adempimento delle obbligazioni da esso scaturenti, e non invece al fine di dimostrarne, con la mancata sottoscrizione, la nullità per mancanza di accorso o comunque per difetto di forma. 

(Nadia Rolandi – n.rolandi@lascalaw.com

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