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La produzione documentale nel procedimenti sommari

Con un recente arresto, la Corte di Cassazione ha delineato i contorni della produzione documentale nell’ambito di un procedimento sommario disciplinato dall’art. 702bis c.p.c..

Nel caso sottoposto all’esame della Corte, il ricorrente aveva impugnato la sentenza del Tribunale di Benevento che aveva rigettato la sua domanda – formulata ai sensi dell’art. 702bis c.p.c. – di condanna di un ente locale al versamento del compenso dovuto, sul presupposto che la documentazione avrebbe dovuto essere allegata con il ricorso introduttivo e non in un momento successivo, come invece accaduto nella fattispecie.

Chiamati a dirimere la vicenda, i giudici di legittimità sono partiti dall’analisi dell’art. 702 bis comma 1 c.p.c. il quale richiama l’art. 163 sia nel comma 3 n. 5 c.p.c. e, quindi, nella necessità di indicare in maniera specifica i “mezzi di prova dei quali l’attore intende valersi e in particolare dei documenti che offre in comunicazione”, sia nel comma 4 e, quindi, nell’obbligo per il convenuto in sede di comparsa di risposta di “indicare i mezzi di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione”.

Tale necessità di una indicazione specifica dei mezzi istruttori e dei documenti non comporta, tuttavia, che nel procedimento sommario ex art. 702bis c.p.c. vi siano preclusioni istruttorie diverse da quelle previste per il processo civile ordinario.

In ogni caso, come chiarito dall’ordinanza in commento, una compiuta articolazione probatoria nell’atto introduttivo potrebbe rendersi necessaria, nel caso in cui il Giudice volesse operare un eventuale mutamento del rito, considerato che è proprio tale pronunciamento ad impedire alle parti la formulazione di nuove richieste istruttorie.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva comunque rispettato i dettami dell’art. 702bis c.p.c., avendo indicato in modo specifico, in sede di ricorso, i documenti comprovanti la sua richiesta di pagamento e depositandoli poi nel fascicolo d’ufficio, non appena aveva avuto contezza del numero di ruolo del procedimento sommario.

Pertanto, la Cassazione ha accolto il ricorso proposto, con l’enunciazione del seguente principio di diritto: “poiché l’art. 702 bis c.p.c., commi 1 e 4, non prevede alcuna specifica sanzione processuale, né in relazione al mancato rispetto del requisito di specifica indicazione dei mezzi di prova e dei documenti di cui il ricorrente e il resistente intendano, rispettivamente, avvalersi, né in relazione alla mancata allegazione di detti documenti al ricorso o alla comparsa di risposta, è ammissibile la produzione documentale eseguita, nell’ambito del procedimento sommario disciplinato dagli artt. 702bis e ss. c.p.c., successivamente al deposito del primo atto difensivo e fino alla pronuncia dell’ordinanza di cui all’art. 702 ter c.p.c.”.

Cass., Sez. VI, Ord., 7 gennaio 2021, n. 46 

Tommaso Molteni –  t.molteni@lascalaw.com

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