Diritto Processuale Civile

La procedura concorsuale prevale sull’esecuzione individuale

Tribunale di Rimini, 15 settembre 2014 (leggi la sentenza)

Il Tribunale di Rimini, con sentenza emessa il 15 settembre 2014 ha confermato il principio secondo cui in tema di credito fondiario, la contemporanea pendenza tra procedura di espropriazione individuale e procedura esecutiva in sede fallimentare va risolta alla stregua del principio di prevalenza della procedura concorsuale e ciò al fine di garantire nei confronti di tutti i creditori il rispetto delle regole del concorso formale e sostanziale ex art. 52 l.fall.

Nel caso di specie il Tribunale di primo grado ha rigettato il ricorso ex art. 512 e 617 c.p.c. con il quale il creditore procedente impugnava il piano di riparto redatto dal professionista delegato nell’esecuzione immobiliare che prevedeva la distribuzione in sede fallimentare delle somme ricavate dalla vendita dell’immobile.

La Banca opponente eccepiva che tali somme dovevano esserle assegnate già nell’ambito dell’esecuzione essendo creditore di natura fondiaria.

Il Tribunale di Rimini ha rigettato l’opposizione de quo e confermato quanto disposto dal Giudice dell’esecuzione rilevando nel caso di specie la mancata violazione dell’art. 41 TUB : ha evidenziato infatti il Tribunale che la Banca opponente nell’ambito della procedura esecutiva non aveva rispettato quanto previsto dall’ordinanza di vendita ovvero il dovere dell’istituto di credito vantante un credito di natura fondiaria di precisare il credito e le modalità di versamento delle somme entro 3 giorni dall’aggiudicazione.

Pertanto, secondo l’organo giudicante, la mancata tempestiva ottemperanza da parte della Banca istante dell’onere di tempestivo deposito della nota di precisazione del credito ha precluso all’acquirente il versamento diretto del prezzo alla Banca e, non essendo previsto nulla nell’ordinanza di vendita in ordine al richiesto successivo trasferimento alla Banca del prezzo versato dall’aggiudicatario sul conto intestato alla procedura, risulta corretta l’assegnazione delle somme in sede fallimentare.

Il Tribunale ha infatti ribadito l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale che è giunto a sancire una vera e propria” soggezione” della procedura esecutiva individuale rispetto a quella concorsuale in materia di accertamento dei crediti e dei privilegi e alla ripartizione della somma ricavata.

Il creditore fondiario, pertanto, pur conservando un privilegio di riscossione che si esplica nella conservazione del potere esecutivo sul bene ipotecato, resta comunque soggetto all’attrazione e al controllo della procedura individuale da parte di quella concorsuale.

In altre parole, evidenzia il Tribunale, il privilegio processuale di cui gode il creditore fondiario non lo esonera dalla soggezione alle regole del concorso per quanto riguarda l’accertamento del proprio credito e le modalità di riparto finale, pur garantendo di avvalersi delle modalità di liquidazione e dei tempi della procedura esecutiva individuale.

24 novembre 2014

Margherita Domenegotti – m.domenegotti@lascalaw.com

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