Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Se la pretesa creditoria vuoi paralizzare, azione revocatoria non devi instaurare

Nel giudizio di verifica dei crediti, il Curatore può eccepire l’inefficacia del titolo su cui è fondato il credito o la prelazione, anche quando la relativa azione è prescritta, senza essere tenuto a proporre l’azione revocatoria fallimentare.

Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema dell’eccezione revocatoria nel procedimento di accertamento dei crediti concorsuali.

I giudici di legittimità hanno confermato l’indirizzo consolidato della Suprema Corte, secondo il quale, a norma dell’art. 95 l.f., il Curatore può eccepire l’inefficacia del titolo su cui è fondato il credito anche quando la relativa azione è prescritta, senza essere tenuto a proporre l’azione revocatoria fallimentare né ad agire in via riconvenzionale nel giudizio di opposizione allo stato passivo.

Nel giudizio di verifica dei crediti, l’eccezione revocatoria può essere sollevata dalla Curatela al fine di neutralizzare la domanda di ammissione del creditore. Di conseguenza il Giudice Delegato non può far conseguire a tale eccezione la declaratoria di inefficacia del titolo, né può disporre la restituzione, ma deve limitarsi, previa verifica incidentale della revocabilità del relativo titolo, ad escludere il credito con effetti limitati all’ambito della verifica crediti, al quale la richiesta del Curatore è strettamente funzionale.

Nel caso di odierno esame, la Corte ha cassato il decreto del Tribunale che, in sede di opposizione allo stato passivo, aveva escluso un credito solamente sulla base del fatto che il Curatore aveva proposto un’azione revocatoria in separata sede. L’esclusione del credito veniva, infatti, disposta automaticamente sulla base di un’eccezione revocatoria, senza alcuna previa verifica della fondatezza della revocabilità del titolo.

Una volta formatosi il giudicato endofallimentare sull’esclusione del credito, tuttavia, lo stesso credito non avrebbe più potuto essere richiesto, anche in caso di rigetto dell’azione revocatoria proposta in separata sede, con conseguente pregiudizio del diritto di difesa. Il Tribunale avrebbe potuto sospendere il giudizio di opposizione in attesa dell’esito dell’azione revocatoria.

Alla luce di ciò, il Giudice Delegato non può disporre automaticamente, sulla base di un’eccezione revocatoria, l’esclusione di un credito, ma deve necessariamente svolgere un accertamento incidentale sulla ricorrenza dei presupposti per la revocabilità del relativo titolo.

Cass., Sez. I, 8 gennaio 2020, n. 140

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

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