La prescrizione nell’esecuzione presso terzi. Un po’ di chiarezza!

I principi che regolano gli effetti interruttivi della prescrizione, istantanei o permanenti, a seguito di esercizio dell’azione giudiziale, possono essere applicati solo con riguardo al diritto fatto valere dal creditore procedente verso il debitore e non con riguardo al credito del debitore nei confronti del terzo, che è piuttosto l’oggetto del pignoramento stesso.

Per questo motivo la Corte, con la sentenza in commento, ha confermato che la notifica dell’atto di pignoramento al terzo, quale atto procedimentale, portato a conoscenza dello stesso e la dichiarazione positiva del terzo, quale singolo atto procedimentale compiuto direttamente dal terzo, possono avere carattere interruttivo istantaneo della prescrizione del credito pignorato. Invece, l’ordinanza di assegnazione del credito essendo un provvedimento con il quale il creditore procedente subentra al debitore esecutato nella titolarità del credito non può avere la medesima efficacia.

La Corte di Cassazione chiarisce che l’atto di pignoramento presso terzi di un credito è un atto con cui si esercita giudizialmente il credito alla base dell’esecuzione e non il credito del debitore nei confronti del terzo.
Pertanto, i principi che regolano gli effetti interruttivi della prescrizione, istantanei o permanenti, a seguito di esercizio dell’azione giudiziale, possono essere applicati solo con riguardo al diritto fatto valere dal creditore procedente verso il debitore esecutato, nei confronti del quale l’atto di pignoramento produrrà gli effetti interruttivi o sospensivi della prescrizione.

Quanto sopra esposto non impedisce, però, ai singoli atti del procedimento esecutivo di determinare un effetto interruttivo della prescrizione sul piano sostanziale.
Infatti, alla notifica dell’atto di pignoramento al terzo, alla dichiarazione positiva che il terzo è tenuto a fare , potrà attribuirsi carattere interruttivo istantaneo della prescrizione del credito pignorato.
Invece, l’ordinanza di assegnazione del credito, quale provvedimento con il quale il creditore procedente subentra al debitore esecutato nella posizione di titolare del credito, non ha analoga efficacia.

Infine, la Corte di Cassazione, riguardo il periodo di tempo che intercorre fra il pignoramento e la dichiarazione positiva del terzo e tra quest’ultima e l’assegnazione, precisa che non può decorrere la prescrizione poiché il credito non può essere azionato.
Infatti, in detto periodo, il credito oggetto del pignoramento non può essere fatto valere da nessuno dei soggetti coinvolti, poiché il debitore esecutato non ne è più il titolare, mentre il creditore procedente non lo è ancora.

Nel caso in esame un istituto bancario ha proposto un giudizio di opposizione all’esecuzione forzata, promossa, nei suoi confronti, in forza di un titolo esecutivo, costituito dall’ordinanza di assegnazione del credito, pronunciata all’esito del precedente pignoramento presso terzi, in cui l’istituto aveva il ruolo di terzo pignorato.
Il giudice di primo grado ha accolto l’opposizione e la decisione è stata confermata anche in secondo grado ed era stata ritenuta fondata l’eccezione di prescrizione del credito, sollevata dall’istituto bancario, essendo trascorsi più di dieci anni fra la pronuncia dell’ordinanza di assegnazione e la notificazione del precetto.
Avverso detta pronuncia, il creditore ha proposto ricorso innanzi alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato rigettato.

Cass., sez. III, 5 marzo 2020, n. 6170

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

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