Crisi e procedure concorsuali

La pregiudizialitàtra il giudizio di cancellazione dell’iscrizione ipotecaria su beni costituiti in fondo patrimoniale e quello di revocatoria ex art. 2901 c.c.

Tribunale di Mantova, 10 febbraio 2015 (leggi l’ordinanza)

Con il provvedimento in argomento, il Tribunale di Mantova ha disposto la sospensione ex art. 295 c.p.c. del procedimento ex art. 702-bis c.p.c. instaurato dai fideiussori ai fini della dichiarazione d’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria eseguita dalla Banca sui beni costituiti dagli stessi in fondo patrimoniale fino alla definizione dell’azione revocatoria ex art. 2901 c.c. promossa dalla Banca sul medesimo fondo successivamente alla proposizione del ricorso ex art. 702-bis c.p.c.

La fattispecie portata all’attenzione del nominato Giudicante trae spunto dall’ipoteca giudiziale iscritta dalla Banca sui beni costituiti in fondo patrimoniale dai fideiussori per un mutuo chirografario concesso alla società debitrice principale. I garanti, ritenendo la illegittimità della iscrizione di ipoteca effettuata dalla Banca sui beni costituiti dagli stessi in fondo patrimoniale promuovevano procedimento ex art. 702 bis c.p.c. al fine di ottenere la declaratoria di illegittimità di tale iscrizione. Successivamente all’instaurazione di detto giudizio, la Banca esperiva, dinanzi al Tribunale di Ferrara, azione per la revocabilità del fondo patrimoniale costituito dai fideiussori.

Il Tribunale di Mantova ha disposto la sospensione del procedimento avente ad oggetto la domanda di cancellazione della ipoteca giudiziale sino alla definizione di quello di revocatoria pendente tra le medesime parti, ritenendo la sussistenza di un rapporto di pregiudizialità tra gli stessi, sulla scorta della circostanza che l’efficacia e l’opponibilità dell’atto di costituzione del fondo patrimoniale “costituisce infatti presupposto logico – giuridico delle domande qui svolte dai ricorrenti comportando l’eventuale accoglimento dell’azione revocatoria, con sentenza avente efficacia retroattiva, la restituzione al patrimonio del debitore dei beni ipotecati, come se l’atto non fosse mai stato posto in essere e quindi liberi da vincoli d’inespropriabilità per il creditore vittorioso, con conseguente conservazione della piena validità ed efficacia dell’ipoteca da questi iscritta”.

Il Giudice pone a fondamento della propria decisione il principio giurisprudenziale espresso – e a tutt’oggi non confutato – dalla Corte di Cassazione con la sentenza n.19131 del 23 settembre 2004, che, con riferimento ai beni immobili conferiti in un fondo patrimoniale, ritiene valida l’ipoteca iscritta anteriormente alla trascrizione della domanda giudiziale di revocatoria stante che l’atto dispositivo, risultando viziato fin dal momento in cui è stato compiuto, viene dichiarato inefficace con efficacia retroattiva, con la conseguenza che “l’ipoteca che il creditore ha iscritto nell’intervallo tra la formazione dell’atto dispositivo pregiudizievole delle sue ragioni e l’accoglimento della domanda revocatoria, ed ancorchè prima dell’instaurazione del relativo giudizio, è valida, e il grado della medesima resta quello della sua iscrizione”.

12 marzo 2015

Matilde Sciagata – m.sciagata@lascalaw.com

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
responsabilità degli amministratori

Cari Lettori, ci occupiamo oggi del concordato semplificato già soprannominato “mini concorda...

Crisi e procedure concorsuali

Cari Lettori, la novità più rilevante introdotta con il Decreto Legge n. 118/2021 è costitui...

Crisi e procedure concorsuali

responsabilità degli amministratori

Cari Lettori, nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 24 agosto 2021 è stato pubblicato il D.L...

Crisi e procedure concorsuali

X