La posizione del fideiussore nel concordato preventivo

Con una pronuncia dello scorso settembre la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della posizione del fideiussore nel concordato preventivo. Il tema era già stato affrontato nel 2017, con l’ordinanza n. 19609.

Come noto i creditori della società in concordato preventivo possono sempre agire nei confronti del fideiussore. Ma qual è il rapporto tra quest’ultimo e la società proponente?

Il dato normativo dal quale partire è l’art. 174 comma 4 legge fallimentare, ai sensi del quale all’adunanza dei creditori «possono intervenire anche i coobbligati, i fideiussori del debitore e gli obbligati in via di regresso».

Con la sentenza n. 22382 del 6-9-2019 la Cassazione ha stabilito il seguente principio di diritto: «nel concordato preventivo il fideiussore del proponente non ha diritto di voto, atteso che l’art. 174, comma 4, l. fall. consente soltanto il suo intervento nell’adunanza e che prima del pagamento egli non ha un credito di regresso nei confronti del debitore, potendo esercitare verso di lui solo l’azione di rilievo, ex art. 1950 c.c., che mira ad ottenere un “facere” e non un “dare”».

Secondo la Cassazione, infatti, il fideiussore non avrebbe un credito di regresso prima del pagamento e dunque non potrebbe essere ammesso con riserva per un credito condizionale; potrebbe invece essere ammesso al passivo solo dopo il pagamento, in surrogazione del creditore, considerata la natura concorsuale del credito di regresso. Questo perché il pagamento del debito garantito non sarebbe condizione di esigibilità, ma presupposto per la stessa esistenza del credito di regresso del fideiussore.

Sempre secondo le motivazioni della Cassazione, neppure l’azione di rilievo ex art. 1953 codice civile sarebbe idonea a fondare la qualificazione del fideiussore come creditore del fallito.

In conclusione, secondo quanto previsto dalla legge fallimentare e secondo quanto chiarito dalla giurisprudenza, il fideiussore della società in concordato preventivo può intervenire in sede di adunanza per presentare osservazioni e/o contestazioni, ma non anche per esprimere il diritto di voto sulla proposta concordataria.

Corte di Cassazione, Sez. I, 6 settembre 2019 n. 22382

Riccardo Cammarata – r.cammarata@lascalaw.com

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