Diritto Processuale Civile

La piena tutela dell’aggiudicatario dell’immobile salvo il caso di collusione con il creditore procedente

 Cass., 28 agosto 2014, n. 18312 (leggi la sentenza per esteso)

La questione relativa alla tutela dell’aggiudicatario di un immobile  nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare è da sempre dibattuta in giurisprudenza. A riguardo è recentissima la pronuncia della terza sezione della Corte di Cassazione, la n. 18312 del 28 agosto 2014, con cui si riconosce all’aggiudicatario tutela massima anche nell’ipotesi di nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita, rimarcando quanto dettato dell’art. 2929 del codice civile.

Nel caso in esame la Suprema Corte, a seguito di ricorso dell’aggiudicataria dell’immobile, cassa la sentenza della Corte d’Appello in cui si dichiarava la nullità del trasferimento dell’immobile venduto all’asta per intero pur essendo sottoposta ad esecuzione solo una quota pro indiviso dello stesso. Nella fattispecie in esame la restante quota del cespite era stata anch’essa assoggettata ad esecuzione, era stata disposta la riunione delle procedure, ma  relativamente a tale quota era intervenuta rinuncia agli atti esecutivi dall’unico creditore titolato. La Corte d’Appello, erroneamente, ha operato un parallelismo con la compravendita ordinaria profilando un dovere di diligenza in capo all’acquirente/aggiudicatario circa l’identificazione del bene ed il suo reale valore. In realtà, secondo la Suprema Corte, nella vendita forzata, l’attività di controllo della validità del procedimento deve ed è svolta dagli uffici giudiziari che sovrintendono la vendita.

I giudici di merito non hanno inoltre tenuto in considerazione il dettato codicistico secondo cui l’unico limite alla tutela dell’aggiudicatario  è la collusione con il creditore procedente (art. 2929 c.c.) ossia un’ intesa dolosa a danno dell’esecutato. Solo ove aggiudicatario e creditore fossero entrambi consapevoli della nullità della vendita ed abbiano deciso di perfezionare l’acquisto verrebbe meno la tutela privilegiata dell’aggiudicatario. Gli ermellini delineano il seguente principio di diritto: “In materia di vendita forzata, l’acquisto compiuto dall’aggiudicatario rimane fermo anche in presenza di nullità del procedimento esecutivo precedenti alla vendita ma fatte valere successivamente dal debitore esecutato o dal terzo che assume essere stato pregiudicato dall’esecuzione, salvo il caso il caso di collusione tra aggiudicatario e creditore, che presuppone non la semplice mancanza di diligenza dell’acquirente nell’eseguire i controlli precedenti all’acquisto, ma la consapevolezza della nullità e un accordo in danno all’esecutato tra acquirente e creditore”

11 settembre 2014

(Roberta Pisano – r.pisano@lascalaw.com)

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