L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

La perizia si presume sempre conosciuta dall’aggiudicatario

Con sentenza n. 8426 del 2014 il Tribunale di Roma  rigettava l’opposizione ex art. 617 cod. proc. civ. con  cui l’aggiudicatario chiedeva dichiararsi la nullità dell’ordinanza di aggiudicazione del bene immobile e la restituzione della cauzione già versata. L’opposizione era stata proposta in ragione dell’avvenuta successiva conoscenza dell’ ordine di demolizione parziale che colpiva lo stesso bene aggiudicatosi e della circostanza per cui di tanto non si fosse fatta alcuna menzione né nell’ordinanza di vendita né nella pubblicità del bene resa sul sito web.

Avverso il predetto rigetto, il ricorrente proponeva ricorso dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione eccependo nel merito il vizio della vendita, sia sotto profilo della non conformità del bene a quanto indicato nell’ordinanza di vendita, sia sotto il profilo dell’aggiudicazione di aliud pro alio; eccezioni fondate sul medesimo presupposto per cui nell’ordinanza di vendita e nella relativa pubblicità non fosse stata espressamente indicata l’esistenza di una sentenza che condannava il debitore a demolire parte dell’immobile, restando pertanto ignoto all’offerente che si aggiudicava il bene.

Tali doglianze venivano dichiarate infondate dai Giudici di legittimità sulla base delle seguenti argomentazioni.

Per quanto concerne la mancata pubblicizzazione dell’ordine di demolizione, gli Ermellini rilevavano che l’ordinanza di vendita non deve necessariamente indicare “tutte le caratteristiche del bene offerto in vendita, così come l’esistenza di eventuali oneri o diritti di terzi inerenti alle stesso, e in generale le informazioni comunque rilevanti ai fini della determinazione del suo valore …purché esse siano comunque ricavabili dall’esame della relazione di stima e del fascicolo processuale che è onere (e diritto) degli interessati all’acquisto consultare prima di avanzare le offerte”.

Rilevavano, inoltre, che la previsione di demolizione parziale dell’immobile non può integrare l’ipotesi dell’aliud pro alio invocata dal ricorrente in quanto quest’ultima fattispecie si configura solo se il bene aggiudicato appartiene ad un genere del tutto diverso da quello indicato nell’ordinanza di vendita e non possiede le qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale o se ne risulta compromessa la destinazione ad un uso considerato determinante per l’offerta di acquisto.

Ed invero nessuna di questi casi ricorreva nel caso di specie atteso che l’ordine di demolizione di per sé non presuppone né determina alcun cambiamento sostanziale afferente alla qualità del bene, potendo tutt’al più determinare un mutamento quantitativo tra il bene da trasferire e quello descritto nell’ordinanza di vendita.

Cass., Sez. III, 25 ottobre 2016, n. 21480 (leggi la sentenza)

Fabrizia D’Albaf.alba@lascalaw.com

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