Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

La nuova transazione fiscale senza adesione del Fisco

Con la Legge 159/2020, di conversione del D.L. 125/2020, pubblicata in G.U. n. 300 del 3 dicembre 2020, è stata definitivamente introdotta (v. art. 3, comma 1 bis) la modifica agli artt. 180, 182 bis e 182 ter della legge fallimentare che avevamo anticipato nel nostro precedente articolo.

La modifica proposta avrà un notevole impatto sui concordati e sugli accordi di ristrutturazione dei debiti in quanto consentirà di ottenere la omologazione degli stessi anche senza il voto dell’Erario.

Sono dunque stati anticipati dal Legislatore gli effetti previsti all’art. 48, co. 5 del Codice della Crisi rubricato “Omologazione del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti” che dispone espressamente – nella formulazione appena modificata del D.Lgs. 26 ottobre 2020, n. 147 (c.d. “Decreto correttivo”) – che “Il  tribunale omologa gli accordi di ristrutturazione o il concordato preventivo  anche  in mancanza di adesione  da  parte  dell’amministrazione  finanziaria  o degli enti gestori di forme di previdenza o  assistenza  obbligatorie quando l’adesione è determinante ai fini  del  raggiungimento  delle percentuali di cui all’articolo 57, comma 1, 60 comma 1, e 109, comma 1, e quando, anche sulla base delle risultanze  della  relazione  del professionista indipendente, la  proposta  di  soddisfacimento  della predetta amministrazione o degli enti gestori di forme di  previdenza o assistenza obbligatorie  è  conveniente  rispetto  all’alternativa liquidatoria”.

Concordato preventivo e accordi di ristrutturazione potranno pertanto essere omologati anche a prescindere dalla dichiarazione di voto o dall’adesione da parte dell’amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie nei casi:

  • in cui l’adesione è determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze di cui all’articolo 177 l.f. o ai fini del raggiungimento della percentuale di cui al primo comma dell’art. 182 bisf;
  • e quando sulla base delle risultanze della relazione del professionista attestatore, la proposta di soddisfacimento della amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie è conveniente rispetto all’alternativa fallimentare.

La ratio dell’intervento è quella di agevolare il più possibile in questo periodo di crisi l’omologazione di concordati o di accordi di ristrutturazione, cercando di superare l’impasse che spesso nella prassi si viene a creare a causa dell’inerzia dell’Amministrazione Finanziaria,

Riteniamo che proprio in virtù della sua ratio, la nuova disposizione, che è entrata in vigore dal 4 dicembre 2020, sia applicabile anche alle procedure in corso e che dunque questa disciplina maggiormente favorevole si applichi oggi in tutti i casi in cui l’omologazione di accordi di ristrutturazione o di concordati preventivi non siano ancora avvenuti.

Si pensi ad esempio a concordati in cui non è ancora stata tenuta la adunanza dei creditori o ad accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis l.f non ancora sottoscritti, fermo restando le necessarie modifiche al Piano e alla relazione del professionista attestatore.

Del resto, andando a intervenire sulla fase che regola il procedimento di omologa, si tratta di norma di natura processuale, soggetta dunque al principio del c.d. tempus regit actum, per cui l’atto processuale è soggetto alla disciplina vigente al momento in cui viene compiuto, sebbene successiva all’introduzione del giudizio (cfr. Cass. 7 ottobre 2010, n. 20811: In assenza di norme che diversamente dispongano, il processo civile è regolato nella sua interezza dal rito vigente al momento della proposizione della domanda, non potendo il principio del “tempus regit actum”, in forza del quale lo “ius superveniens” trova applicazione immediata in materia processuale, che riferirsi ai singoli atti da compiere, isolatamente considerati, e non già all’intero nuovo rito).

In altre parole, nei procedimenti ristrutturativi in corso il debitore ha oggi una arma in più per poter confidare nella favorevole chiusura degli accordi proposti.

Consulta l’infografica

Transazione fiscale senza adesione del Fisco

Luca Scaccaglia – l.scaccaglia@lascalaw.com

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