I requisiti per l’accesso alla procedura di concordato preventivo

1° pillola: Le linee guida della riforma

Inauguriamo oggi su Iusletter la rubrica “La nuova crisi d’impresa su Iusletter. In pillole”,  a cura di Luciana Cipolla, Partner dello Studio e Responsabile del Team Concorsuale. Tutti i lunedì approfondiremo e analizzeremo le principali novità introdotte dal Codice. Partiamo con le linee guida della riforma.

Prima pillola: Le linee guida della riforma

La nuova disciplina costituisce una vera rivoluzione per il nostro ordinamento nella misura in cui rende residuale quello che, solo per i prossimi 18 mesi, chiameremo ancora “fallimento” per lasciare maggior spazio a strumenti alternativi di risoluzione della crisi, ritenuti più efficienti.

Tale rivoluzione parte proprio da un tema, innanzitutto, lessicale: non si utilizzeranno più i termini “fallito” e “fallimento” ma i termini “debitore” e “liquidazione giudiziale”, seguendo un modello debtor oriented più conforme agli ordinamenti europei (tra cui quelli di Francia, Germania e Spagna). La eliminazione di tali termini, a cui storicamente si accompagna una valenza negativa, dovrebbe indurre l’imprenditore ad avere meno remore nel far emergere tempestivamente lo stato di crisi dell’impresa.

In questa prospettiva viene creata una vera e propria fase di allerta che dovrebbe consentire una pronta emersione della crisi: si tratta di uno strumento stragiudiziale attivabile (i) dal debitore; (ii) d’ufficio dal Tribunale su segnalazione dei sindaci, dei revisori contabili o anche da creditori pubblici qualificati, quali l’Agenzia delle Entrate.

Al fine di consentire una tempestiva emersione dello stato di crisi, l’imprenditore collettivo dovrà adottare un assetto organizzativo adeguato, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative, mentre all’imprenditore individuale viene chiesto di adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi.

Lo scopo è sia quello di evitare che il ritardo nel percepire i segnali di crisi di un’impresa possa poi portare ad uno stato di crisi irreversibile sia quello di incentivare il raggiungimento di un accordo tra l’imprenditore e i suoi creditori.

L’obiettivo principale della riforma consiste proprio nel voler consentire alle imprese sane ma in difficoltà finanziaria di ristrutturarsi in una fase precoce, per evitare l’insolvenza e consentire così la prosecuzione dell’attività.

A questo scopo sono stati individuati degli strumenti di allerta tra cui gli indicatori della crisi costituiti dagli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività svolta dal debitore, tenendo conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per, almeno, i 6 mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso.

In questa fase l’imprenditore in crisi verrà assistito dall’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa) che verrà istituito presso ciascuna Camera di Commercio con il compito di ricevere le segnalazioni, gestire le procedure di allerta e assistere l’imprenditore nel procedimento di allerta.

Misure premiali sono riconosciute all’imprenditore che presenti all’OCRI istanza tempestiva di accesso alla composizione della crisi e che ne abbia seguito in buona fede le indicazioni.

La procedura avrà una durata di sei mesi all’esito della quale, ove non si sia raggiunto l’accordo e risulti lo stato di crisi dell’impresa, l’OCRI dovrà effettuare una segnalazione al P.M. perché questi promuova il procedimento giudiziale per accertare lo stato di insolvenza e per l’apertura della procedura liquidatoria.

L’intervento del P.M. e l’accertamento dello stato di insolvenza non pregiudicano la possibilità per l’imprenditore di ricorrere a strumenti alternativi di risoluzione della crisi quali il concordato preventivo, i piani di risanamento e gli accordi di ristrutturazione.

La procedura fallimentare verrà sostituita da una procedura denominata “liquidazione giudiziale dei beni”, nell’ambito della quale viene rafforzato il ruolo del curatore e vengono ispirate a criteri di maggior efficienza le attività di accertamento del passivo e liquidazione dell’attivo.

Anche il concordato preventivo è stato oggetto di un profondo intervento riformatore, sia per quanto riguarda quello in continuità aziendale, nel quale viene data piena cittadinanza alla continuità indiretta, che quello liquidatorio. Fermo ogni ulteriore approfondimento nelle prossime puntate della nostra Rubrica, vale la pena sottolineare come la valutazione della fattibilità economica del concordato rientrerà nella sfera del Tribunale e verrà sottratta, invece, ai creditori ritenuti, evidentemente, incapaci o comunque inadeguati nel valutare tale presupposto.

La domanda di concordato in continuità dovrà prevedere il superamento della situazione di crisi o dell’insolvenza mediante la prosecuzione (diretta o indiretta) dell’attività aziendale, sulla base di un adeguato piano che consenta di salvaguardare il valore dell’impresa e, tendenzialmente, i livelli occupazionali, con il soddisfacimento dei creditori.

La proposta liquidatoria verrà invece ammessa solo se essa si avvalga di risorse poste a disposizione dai terzi che aumentino in modo significativo le prospettive di soddisfacimento per i creditori.

Sempre in ambito concordatario vale la pena segnalare che, in un’ottica di contenimento dei costi delle procedure di soluzione negoziale della crisi, il nuovo codice pone un limite pari al 75% al riconoscimento della prededuzione al compenso dei professionisti che assistono il debitore nella presentazione della domanda di concordato preventivo e dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Per quanto riguarda le operazioni di voto, è stata soppressa l’adunanza dei creditori che è stata sostituita con l’espressione del voto attraverso modalità telematiche, vale a dire attraverso la posta elettronica certificata inviata al commissario giudiziale oppure attraverso strutture informatiche messe a disposizione dal Ministero della Giustizia.

Tra le altre novità che, oggi, segnaliamo a volo d’uccello, ricordiamo la nuova collocazione delle procedure di sovraindebitamento il cui accesso sarà semplificato con espressa apertura ai membri della famiglia dell’imprenditore e possibilità di accesso anche a chi non ha alcuna utilità da offrire ai creditori.

Interessante è poi la nuova disciplina della esdebitazione (che consiste nella liberazione dai debiti e nell’inesigibilità da parte dei debitori dei crediti rimasti insoddisfatti nell’ambito di una procedura concorsuale che prevede la liquidazione dei beni) a cui potrà ricorrere il debitore una volta che siano decorsi tre anni dall’apertura della procedura di liquidazione giudiziale ovvero una volta che siano decorsi due anni se il debitore ha tempestivamente proposto istanza di composizione assistita della crisi.

Viene introdotta una esdebitazione di diritto per le insolvenze di minore portata: l’accesso al beneficio non richiede un apposito provvedimento del giudice, fatte salve le eventuali opposizioni da parte dei creditori. Per le insolvenze di maggior portata il debitore dovrà invece depositare una domanda ad hoc una volta decorsi i termini di cui sopra.

 

Nel prossimo numero affronteremo in dettaglio le procedure di allerta e composizione assistita della crisi, la costituzione e il funzionamento dell’OCRI.

Tutte le pillole si trovano al seguente link.

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Contratto di leasing risolto ante fallimento dell’utilizzatore: la posizione del concedente

«Gli effetti della risoluzione del contratto di leasing, verificatasi anteriormente alla dichiarazi...

Crisi e procedure concorsuali

Concordato e accordo con i creditori: gemelli diversi

La Corte di Cassazione è nuovamente intervenuta a dissipare uno dei tanti dubbi che caratterizzano ...

Crisi e procedure concorsuali

Amicizia tra Giudice e Curatore: incompatibilità?

Il Tribunale di Milano, chiamato a pronunciarsi su un’ipotesi di incompatibilità a svolgere la fu...

Crisi e procedure concorsuali