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La nullità dell’atto di trasferimento di partecipazione in violazione di clausola di prelazione inserita nello statuto sociale

Cass. 23 luglio 2012, Sez. III, n. 12797

Massima: “Deve ritenersi che l’interesse del socio pretermesso non possa identificarsi soltanto con quello relativo all’osservanza del procedimento di cessione fissato con la clausola di prelazione, ma debba concretizzarsi anche nella manifestazione di un interesse patrimoniale all’acquisto della quota, che la violazione del patto di prelazione ha impedito”  (leggi la sentenza per esteso)

La Suprema Corte chiarisce, innanzitutto, che qualora un patto di prelazione sia inserito nello statuto sociale è corretto ritenere che i soci abbiano così voluto attribuire a tale clausola – al pari di qualsiasi altra previsione statutaria, ancorchè vertente su posizioni soggettive individuali dei soci – una rilevanza anche per la società e per i terzi (oltre che per quei soci che detta previsione hanno voluto espressamente inserire in statuto), ai quali il patto sarebbe dunque evidentemente opponibile, acquisendo essa efficacia reale e non solo obbligatoria.

Ciò premesso, a dire della Corte, in presenza di un atto di trasferimento di partecipazione operato in violazione di un patto di prelazione è doveroso dimostrare – ai fini dell’accoglimento della domanda di nullità dell’atto di trasferimento formulata dal socio titolare del diritto di prelazione – 1) non solo la violazione del patto medesimo, ma anche 2) di avere un interesse effettivo a far valere le conseguenze della violazione del patto.

Più concretamente, tenuto conto che la clausola di prelazione ha lo scopo di tutelare l’interesse generale dei soci a mantenere il controllo della società – consentendo ai soci di esercitare la prelazione acquistando le azioni offerte ai terzi, a parità di condizioni – il socio pretermesso ha l’obbligo di far valere le proprie ragioni sollevando eccezioni immediate al trasferimento ritenuto illegittimo e dunque di manifestare apertamente la propria volontà di avvalersi della clausola di prelazione e di rendersi acquirente delle azioni illegittimamente trasferite.

Solo in questo caso  viene data prova della sussistenza di un interesse attuale e concreto a che venga dichiarato nullo l’atto di compravendita.

(Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com)

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