Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

La notifica via pec è tempestiva entro la mezzanotte dell’ultimo giorno

La Cassazione con un’ordinanza depositata il 2 settembre 2020 ha ribadito, quanto già sostenuto con sentenza n. 75/2019 dalla Corte Costituzionale, che “la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta”.

La fattispecie della pronuncia trae origine dalla dichiarazione di inammissibilità della Corte d’Appello di Lecce per appello proposto dal ricorrente, in quanto ritenuto tardivo. Nello specifico, l’impugnazione veniva notificata mediante PEC alle ore 23.37 dell’ultimo giorno utile e, essendosi la notificazione perfezionata alle ore 7.00 del giorno successivo, risultava, secondo la Corte adita, ormai decorso il termine per proporre l’appello.
Il ricorrente, pertanto, proponeva ricorso per Cassazione sulla base di un unico motivo, con il quale denunciava la “violazione e falsa applicazione di nome di diritto per sopravvenuta illegittimità costituzionale della norma applicata, id est D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, art. 16-septies convertito con modificazioni nella L. 17 dicembre 2012, n. 221“.

La Suprema Corte chiamata a esprimersi ha ripreso quanto già sostenuto con sentenza del 75/2019 dalla Corte costituzionale, la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del D.L. n. 179 del 2012, art. 16-septies (conv. in L. n. 221 del 2012) “nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta“.
Per completezza d’ esame la Suprema Corte ha richiamato il principio secondo cui “l’efficacia retroattiva delle pronunce di accoglimento emesse dalla Corte Costituzionale incontra un limite nelle situazioni consolidate per effetto di intervenute decadenze; tale limite, tuttavia, non opera quando la dichiarazione di illegittimità costituzionale investe proprio la norma che avrebbe dovuto rendere operante la decadenza” (Cass. n. 1644/2019; n. 5240/2000).

Nel caso di specie, ne consegue la tempestività dell’appello proposto dal ricorrente, in quanto notificato entro le ore 24:00 dell’ultimo giorno utile.

Pertanto, la Suprema Corte ha cassato e rinviato alla Corte d’Appello di Lecce in diversa composizione perché decida sulla proposta impugnazione.

Cass., Sez. VI, Ord., 2 settembre 2020, n. 18235

Caterina Morabito – c.morabito@lascalaw.com

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