Diritto Processuale Civile

La notifica alla parte invece che al procuratore non fa decorrere il termine breve d’impugnazione

Cass., 13 giugno 2011, Sez. II, n. 12898, in Guida al Diritto, n. 32/11, pag. 60

Massima: "La notificazione della sentenza in forma esecutiva, eseguita alla controparte personalmente, anziché al procuratore costituito ai sensi degli articoli 170, comma 1, e 285 del codice di procedura civile – nel regime anteriore alla legge 23 febbraio 2006 n. 51 – non è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione né per il notificante, né per il notificato. Tale principio è tuttora coerente con le finalità acceleratorie dell’articolo 326 del codice di procedura civile e compatibile con il novellato articolo 111 della Costituzione sotto il profilo della ragionevole durata del processo." (leggi la sentenza per esteso)

L’articolo in commento analizza la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n.12898/2011.

La Suprema Corte ha confermato il principio secondo il quale la notificazione della sentenza in forma esecutiva, eseguita alla controparte personalmente, anziché al procuratore costituito ai sensi dell’art. 170, primo comma, e 285 c.p.c., non è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione né per il notificante, né per il notificato.

Le Sezioni Unite con la sentenza in commento non hanno accolto l’indirizzo giurisprudenziale consolidatosi fino alla fine degli anni ’70 nella giurisprudenza di legittimità, secondo il quale l’inidoneità della notificazione della sentenza alla parte personalmente in funzione della decorrenza dei termini abbreviati di impugnazione ex art. 325 e 326 c.p.c. si applica esclusivamente nei confronti del notificato.

Tale conclusione si fonda sulla circostanza per cui l’obbligo di notificazione nei confronti del procuratore costituito sussiste nell’esclusivo interesse del notificato, mentre il notificante attraverso la notifica dimostra di aver valutato se impugnare o meno la sentenza nel termine breve.
Logica conclusione di tale ragionamento è che il termine breve per impugnare sussisterebbe solo per il soggetto notificante.

Le Sezioni Unite non hanno aderito a tale orientamento sulla base della circostanza per cui la notificazione della sentenza ai fini della sua impugnazione assolve alla finalità di realizzare l’effetto acceleratorio nella formazione del giudicato ed a tale scopo l’ordinamento giuridico richiede che vengano rispettate le modalità previste dagli articoli 170 e 285 c.p.c. e ciò in conseguenza del fatto che tale modalità di notificazione è l’unica che permette di conseguire la conoscenza legale della sentenza alla quale è condizionata l’impugnazione nel termine breve.

La notificazione alla parte personalmente, pertanto, rileva dal punto di vista giuridico esclusivamente ai fini esecutivi, giusto quanto dispone l’art. 479 c.p.c., giacchè in tal caso essa assolve esclusivamente alla finalità di indicare alla controparte la volontà di procedere esecutivamente nei suoi confronti, consentendo alla stessa di valutare l’eventualità di un adempimento spontaneo.

Da ciò deriva che, essendo il termine di impugnazione comune ad entrambe le parti, l’inidoneità della notifica della sentenza alla parte personalmente vale sia per il notificante sia per il notificato.
Tale procedimento di notifica rende effettiva la tutela della parte, attribuendo ad un soggetto qualificato (il procuratore) la valutazione in ordine all’eventuale promuovimento dell’impugnazione.              

(Filippo Basile – f.basile@lascalaw.com)

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