Crisi e procedure concorsuali

La natura gratuita delle garanzie e l’applicazione dell’art. 2901 c.c.: un caso dello Studio

Si segnala ai lettori di Iusletter una recentissima sentenza resa dalla Suprema Corte di Cassazione, in data 23 gennaio 2013, nell’ambito di un giudizio di opposizione allo stato passivo.

Lo Studio, con l’avv. Luciana Cipolla, ha assistito la banca nei tre gradi di giudizio e, dopo le pronunce sfavorevoli del Tribunale e della Corte d’appello di Milano, ha avuto soddisfazione dalla Corte di legittimità.

Con sentenza del 28 marzo 2002, il Tribunale di Milano aveva respinto l’opposizione allo stato passivo proposta dalla banca che lamentava l’ammissione al chirografo del proprio credito, garantito  da pegno. Il Tribunale, infatti, aveva ritenuto, tra l’altro, la garanzia revocabile ai sensi dell’art. 2901 c.c., in quanto atto a titolo gratuito.

La sentenza di primo grado veniva confermata dalla Corte d’Appello di Milano con sentenza del 5 maggio 2005: la Corte riteneva, infatti,  la garanzia, rilasciata per un debito scaduto e contro una dilazione di cinque mesi, gratuita, non essendo stata pattuita la sospensione degli interessi.

In sede di ricorso in Cassazione, la banca ha denunciato la violazione dell’art. 2901 c.c., avendo erroneamente la Corte d’appello ritenuto la garanzia a titolo gratuito stante l’esistenza di  un vantaggio per il debitore, costituito proprio dalla dilazione di pagamento.

Tale motivo è stato ritenuto fondato.

Testualmente, nella motivazione, si legge:“la Corte territoriale, dopo aver accertato che, dopo la scadenza del debito, la dilazione del pagamento fu accordata dal Banco creditore in manifesta connessione con la garanzia pignoratizia offerta, in rapporto al perdurare del rischio creditizio da tempo in atto, cioè preesistente, ha ciò nonostante qualificato gratuita la medesima garanzia sul rilievo  che la dilazione di cinque anni fu accordata senza sospensione  del corso degli interessi. In ciò deve ravvisarsi al denunciata violazione dell’art. 2901 c.c..  Il giudice di merito non si è avveduto che il vantaggio del debitore  era stato già conseguito con la dilazione di pagamento e che la circostanza che , perdurando la mora, sarebbero maturati altri interessi non valeva a rendere gratuita per il creditore né priva di corrispettivo per il debitore la garanzia  accordata”.

La sentenza della Corte milanese è stata quindi cassata con rinvio.

Sarà nostra cura tenere aggiornati i Lettori sull’esito del giudizio di rinvio.

(Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com)

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