Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

Quando la morosità giustifica la segnalazione in CR

La protratta e grave morosità può già ritenersi sintomatica di una perdurante difficoltà finanziaria della società debitrice, tale da rendere senz’altro legittima la segnalazione in Centrale Rischi.

Questo il principio stabilito dal Tribunale di Terni, Giudice dott. Alessandro Nastri, con la recentissima ordinanza del 5 settembre 2017, con la quale lo Studio ha ottenuto il rigetto di un ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato da un’impresa mutuataria nei confronti della propria Banca, per asserita illegittima segnalazione in Centrale Rischi Banca d’Italia.

Nel caso di specie, il Giudicante ha elaborato il seguente sillogismo:

1) atteso che l’apposizione a sofferenza implica una valutazione, da parte dell’intermediario, della complessiva situazione finanziaria del cliente, che non si identifica con quella delineata dal legislatore ai fini della dichiarazione di fallimento, ma si concretizza in una valutazione negativa della situazione patrimoniale levior rispetto a quella dell’insolvenza fallimentare;

2) considerato che la giurisprudenza, già in materia fallimentare, ha più volte sottolineato che il mancato pagamento anche di un solo debito, ove si manifesti con caratteristiche esteriori tali da evidenziare in modo non equivoco la condizione di dissesto dell’impresa, può costituire un elemento sufficiente dal quale desumere lo stato di insolvenza di cui all’art. 5 l.f.;

3) ne deriva che, il mancato pagamento anche di un solo debito di valore rilevante, che si sia protratto nel tempo, lungi dal costituire un mero ritardo, configura una perdurante difficoltà finanziaria, sufficiente per la legittima apposizione a sofferenza del credito.

Alla luce dei principi in fatto e diritto supra richiamati, il Tribunale emarginato ha rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. ex adverso presentato, condannando altresì la debitrice al pagamento delle spese legali.

Tribunale di Terni, ordinanza del 5 settembre 2017

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

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