Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

La meritevolezza si rifà il look

Una recente sentenza del Tribunale di Napoli Nord fornisce una delle primissime interpretazioni del criterio di meritevolezza nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento, a seguito delle modifiche introdotte dalla legge n. 176 del 25 dicembre 2020.

Il Tribunale, ripercorrendo la nuova disciplina, ritiene che l’unica interpretazione sistematica del concetto di consumatore sia quella del soggetto:

  1. a) che non ha mai svolto l’attività di imprenditore;
  2. b) che svolge l’attività di impresa, come i soci di società di persone, che voglia regolare con il piano solo i debiti strumentali al soddisfacimento di interessi personali;
  3. c) che ha svolto l’attività di impresa e che non la svolga in futuro, nonché, voglia regolare con il piano sia debiti inerenti alla pregressa attività economica sia debiti personali.

Di talché, chiarita la natura di consumatore, quale requisito essenziale per l’accesso alla procedura di sovraindebitamento, la decisione in commento assume carattere di particolare novità in merito alla nuova visione del requisito di meritevolezza.

In particolare, il Tribunale campano evidenzia che “in linea con i criteri stabiliti dalla legge delega, si è deciso di non esigere per l’ammissione alle procedure di sovraindebitamento requisiti soggettivi troppo stringenti, tenuto conto, da un lato, dell’eterogeneità qualitativa dei soggetti destinatari (spesso privi di livelli culturali idonei per rendersi conto del loro progressivo sovraindebitamento), dall’altro dell’oggettiva difficoltà di individuare rigorosi criteri di meritevolezza sicuramente verificabili in rapporto all’estrema varietà delle situazioni di vita che possono determinare situazioni individuali di grave indebitamento.”

Ebbene, il Giudice prime cure osserva che la nuova normativa persegue la finalità di consentire al soggetto sovraindebitato di poter estinguere la propria situazione debitoria, di poter rientrare nel mercato, nonché, di potervi partecipare quale soggetto attivo tramite l’esercizio in modo ragionevole della propria autonomia negoziale.

Pertanto, quali condizioni ostative all’accesso alla procedura di piano del consumatore, si prevedono sul piano soggettivo solo la mala fede o il compimento di atti di frode e sul piano oggettivo l’aver ottenuto entro un certo limite temporale una precedente esdebitazione.

In conclusione il Tribunale di Napoli Nord chiarisce come “la finalità del legislatore con il giudizio di meritevolezza è di bilanciare il diritto dei creditori e la risoluzione dello stato di sovraindebitamento del debitore, bilanciamento che si risolve, tramite il criterio del minor sacrificio tra i beni contrapposti, nel riconoscere la meritevolezza del debitore salvo il caso in cui sia stato in mala fede nel momento della stipula del contratto di finanziamento o dei contratti di finanziamento ovvero, in una fase precedente o nel corso della procedura, abbia compiuto atti in frode ai creditori.”.

Trib. Napoli Nord., Sez. III, 26 marzo 2021

Cesare Guglielmini – c.guglielmini@lascalaw.com

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