Contratti

La mera dichiarazione di avvenuto pagamento innanzi il Notaio non può costituire prova dello stesso

Cass., sez. III Civile, 20145, n. 25213

Secondo la Cassazione n. 25213/14 dichiarare innanzi al Pubblico Ufficiale che è avvenuto un pagamento non costituisce un fatto che assume un valore di prova ai sensi dell’art. 2700 c.c.

Nel caso di specie il notaio rogante l’atto di compravendita riportava testualmente che “detto pagamento del prezzo complessivo (Lire 200.000.00) è avvenuto contestualmente alla firma del presente atto”. Tale dichiarazione, secondo la Suprema corte, “non esprime con assoluta certezza l’attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che il pagamento sia avvenuto in sua presenza, potendo anche significare, più semplicemente, che le parti contraenti, nel contesto della stesura dell’atto, avessero dichiarato che il pagamento era già avvenuto tra loro.

Anzi, quest’ultima ipotesi appare avvalorata dalla mancata indicazione, nell’atto rogato, delle modalità del pagamento stesso, vale a dire se effettuato in contanti oppure con assegni circolari o di conto corrente, come invece viene di solito precisato nei rogiti notarili quando il pagamento avviene in presenza del notaio.

Pertanto, secondo la Corte di Cassazione, il notaio rogante non ha affatto attestato che il pagamento fosse avvenuto in sua presenza e tale mancata attestazione, quindi, non consente il ricorso alla querela di falso.

9 dicembre 2014

Walter Pirracchio – w.pirracchio@lascalaw.com

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