Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

La mediazione secondo il CNF

Il Consiglio Nazionale Forense l’11 maggio scorso ha inviato ai presidenti degli ordini e ai responsabili degli organismi di mediazione forense i “Suggerimenti in merito al d.l. 17 marzo 2020 n. 18 convertito in legge 24 aprile 2020 n. 27”.

Infatti, a seguito della ripresa dell’attività –  avvenuta il 12 maggio u.s. – il CNF ha ritenuto opportuno suggerire alcuni accorgimenti da adottare, compatibilmente con la dotazione di mezzi e persone dell’ufficio, riassumibili come segue:

  • il lavoro del personale dipendente deve essere svolto in modalità smart working, consentendo altresì l’aggiornamento da remoto dei mediatori e degli avvocati circa lo stato delle procedure in corso;
  • le nuove domande di mediazione e la documentazione inerente procedimenti già in essere devono essere depositate telematicamente, mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata;
  • verrà fissato un nuovo incontro per i procedimenti per i quali gli incontri già previsti siano stati rinviati a data da destinarsi, dando precedenza alle mediazioni delegate dai giudici per le quali sia opportuno anticipare l’attività in funzione della data di udienza;
  • deve essere rinnovata la convocazione delle parti e dei difensori nei procedimenti in corso, ove il primo incontro sia stato rinviato a data da destinarsi;
  • verrà privilegiato lo svolgimento degli incontri da remoto; laddove ciò non sia possibile gli incontri potranno essere presenziali, previa intesa con le istituzioni sanitarie ed adozione di tutte le cautele necessarie;
  • la trattazione in videoconferenza è condizionata al consenso di tutte le parti e la piattaforma deve consentire il riconoscimento delle parti e la loro contestuale presenza a video;
  • per le sessioni separate il mediatore dovrà escludere temporaneamente dalla videoconferenza le parti non interessate, se il sistema lo consente. Diversamente, dovrà creare altre stanze virtuali alle quali far accedere solo le parti interessate;
  • l’accesso alle stanze virtuali è riservato ai soli soggetti coinvolti nel procedimento tramite link dedicato con password o chiamata diretta da parte dell’organismo o del mediatore;
  • il verbale dell’incontro (e l’eventuale accordo) va anticipato tramite condivisione della schermata con le parti, quindi condiviso per posta elettronica, PEC o caricamento sulla piattaforma;
  • le parti che partecipino da una postazione separata dal proprio difensore devono essere dotate di firma digitale o, in alternativa, di stampante e scanner. Il difensore, con la propria firma digitale, certificherà anche l’autografia della sottoscrizione del suo assistito;
  • infine, il mediatore sottoscriverà digitalmente il file firmato da tutte le parti, che costituirà l’originale informatico presso la segreteria.

 

Come caldeggiato anche dal CNF, si confida che – soprattutto in questo periodo e considerata la concreta possibilità di ricorrere allo strumento telematico – la definizione delle controversie in mediazione rappresenti sempre di più un metodo di soluzione delle controversie.

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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