Mediazione bancaria

La mediazione obbligatoria nei giudizi soggettivamente ed oggettivamente complessi

Trib. Verona, 18 dicembre 2015 (leggi l’ordinanza)

L’art. 5 co. 1 bis, d.lgs. 28/10 prevede che le azioni relative ad una controversia, avente ad oggetto una delle materie specificatamente indicate all’articolo medesimo, comportano l’obbligo per la parte di esperire preliminarmente il procedimento di mediazione.

Cosa succede, però, nei giudizi in cui il convenuto o altri soggetti intervenuti (o il medesimo attore mediante reconventio reconventionis) facciano valere domande ulteriori e diverse dalla domanda principale, anch’esse riconducibili ad una materia per cui è prevista la mediazione obbligatoria?

Le risposte a tale quesito non sono univoche e l’ordinanza emessa dal Tribunale di Verona si inserisce nel dibattito avente ad oggetto proprio l’opportunità di estendere la mediazione anche alle domande cumulate.

Nel caso in oggetto, infatti, gli attori citavano in giudizio l’azienda ULSS 20 di Verona, per ottenere il risarcimento danni da lesioni, patito dal loro figlio in conseguenza della somministrazione di un vaccino, materia soggetta a mediazione a mente dell’art. 5 comma 1 bis già citato. La convenuta, costituendosi, chiedeva ed otteneva di poter chiamare in garanzia la compagnia assicurativa la quale, a sua volta, eccepiva il mancato esperimento della procedura di mediazione. Poiché non era stata esperita la conciliazione neppure per la domanda principale, il Giudice ha ritenuto che in questo caso fosse pacifico che la mediazione dovesse essere estesa a tutte le domande ad essa cumulate, quindi sia a quella formulata dalla convenuta nei confronti della terza chiamata, sia a quella formulata dai terzi intervenuti.

Tale conclusione appare condivisibile e coerente dal punto di vista sistematico, nonché rispettosa della ratio dell’istituto. La mediazione, infatti, si pone come soluzione alternativa al procedimento giudiziario, ma sempre in armonia con quest’ultimo e tale fine può dirsi raggiunto solo se tutte le domande proposte nel giudizio sono state oggetto di discussione in sede di mediazione. È pur vero che, in caso di esito negativo, si rischia un allungamento dei tempi processuali, ma tale dilatazione è controbilanciata dall’esigenza di garantire i medesimi diritti a tutte le parti in causa.

24 febbraio 2016

Mariangela Boneram.bonera@lascalaw.com

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