Al primo incontro di mediazione devi già provare a conciliare

La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore

Stante la obiettiva mancanza di chiarezza del disposto normativo dell’art. 5 comma IV D.Lgs 28/2010, risulta tutt’oggi aperta la querelle sulla ripartizione dell’onere di attivazione della mediazione obbligatoria nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo.  È innegabile che il filone dominante ritenga che tale onere ricada sull’attore opponente (ex multis Tribunale di Macerata, 7 febbraio 2019, n. 278).

Recentemente il Tribunale di Nocera Inferiore è intervenuto sul punto, confermando l’orientamento dominante e, elemento più interessante, esprimendosi sulla posizione del fideiussore opponente (Tribunale di Nocera inferiore – Sez. I, sentenza n. 419 del 28/03/2019).

La vicenda trae inizio da un’opposizione a decreto ingiuntivo, con la quale il fideiussore chiedeva la nullità del decreto opposto e pertanto la sua revoca.

In prima udienza, il Giudice – dopo aver dichiarato provvisoriamente esecutivo il decreto ingiuntivo opposto – assegnava alle parti il termine di 15 giorni per presentare la domanda di mediazione obbligatoria. Tuttavia, l’opponente riteneva di non attivarsi in tal senso.

Alla successiva udienza, il Giudice veniva a conoscenza del mancato esperimento del tentativo di mediazione. L’opposta pertanto chiedeva, correttamente, dichiararsi l’improcedibilità dell’azione, mentre l’opponente sosteneva l’impossibilità di applicare al caso specifico l’art. 5 del d.lgs. n. 28/2010 atteso che il giudizio era stato promosso dal fideiussore e non già del debitore.

Il Giudice innanzitutto affermava in via generale che “nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è l’opponente che ha il potere e l’interesse ad introdurre il processo, e cioè la soluzione più dispendiosa e osteggiata dal legislatore, è sul predetto che grava l’onere di attivare la procedura di mediazione obbligatoria.”.

Fatta tale doverosa premessa, rilevava che – confutando la tesi attorea –l’art. 5 del citato decreto dovesse senz’altro applicarsi anche quando l’opposizione è proposta dal fideiussore e non dal debitore principale, ciò in quanto “va rilevato che l’art. 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010 fa generico riferimento ai “contratti bancari” sicché sembra che la norma trovi applicazione sia nell’ipotesi in cui sia il debitore a proporre opposizione sia nel caso in cui il giudizio sia promosso dal fideiussore, soprattutto tenendo conto del fatto che la fideiussione – se è vero che non è un contratto bancario – è una garanzia accessoria rispetto all’obbligazione principale, rispetto alla quale sarebbe sperequato applicare una diversa regola processuale, in omaggio al principio generale in base al quale “ubi lex voluit dixit“.”.

Alla luce della ricostruzione svolte, il Giudice – in maniera del tutto condivisibile – non ha potuto far altro che dichiarare l’improcedibilità dell’opposizione proposta e confermare definitivamente il decreto ingiuntivo in discussione.

Tribunale di Nocera Inferiore, 28 marzo 2019, n. 419

Angelo Pasculli – a.pasculli@lascalaw.com

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