Dalla mediazione alla causa: focus sul contenuto della domanda

La mediazione non anticipa gli effetti della domanda giudiziale

Il Tribunale di Padova si è pronunciato sugli effetti della domanda di mediazione in relazione al successivo giudizio di merito.

Nel caso di specie, l’attrice adiva  un Istituto di credito – cessionaria di crediti a seguito di contratto di cessione – per accertare la violazione della condotta nell’esecuzione del contratto e per l’effetto sentirlo condannare alla restituzione delle somme addebitate, asseritamente illegittime. Interveniva volontariamente in giudizio la cedente – posta in liquidazione coatta amministrativa prima dell’introduzione del giudizio -, la quale invocava la propria legittimazione passiva ed eccepiva l’improcedibilità della domanda poiché svolta in sede diversa da quella concorsuale.

Il contratto intercorso tra cedente e cessionaria, infatti, prevedeva “l’esclusione dalla cessione delle controversie della banca in liquidazione coatta amministrativa già pendenti o relative ad atti e fatti occorsi prima della cessione, sorte successivamente ad essa e le relative passività”.

Parte attrice, sul punto, si è difesa sostenendo che la cessionaria – di fatto – con la propria condotta avesse fatto presumere una volontà differente rispetto a quanto stabilito con il contratto di cessione.

Tale valutazione non è stata condivisa in quanto il provvedimento di messa in liquidazione coatta amministrativa ha escluso espressamente dal perimetro della cessione “i debiti delle Banche nei confronti dei propri azionisti e obbligazionisti subordinati derivanti dalle operazioni di commercializzazione di azioni o obbligazioni subordinate delle Banche o dalla violazione della normativa sulla prestazione dei servizi di investimento” (art. 3, c. 1, lett. b), nonché “le controversie relative ad atti o fatti occorsi prima della cessione, sorte successivamente ad essa e le relative passività (art. 3, c. 1, lett. c)”.

All’esito del giudizio, pertanto, le domande attoree sono state rigettate: il Giudice, sulla scorta del contratto di cessione, ha dichiarato la carenza di legittimazione passiva della cessionaria in luogo della cedente.

La causa, infatti, è stata incardinata successivamente alla messa in liquidazione della cedente mentre la domanda di mediazione è stata presentata prima della conclusione del contratto di cessione: il Tribunale di Padova ha ribadito che, ai sensi dell’art.5 comma 6 del D.Lgs. 28/2010, “l’effetto processuale della domanda di mediazione è quindi espressamente limitato ex lege agli effetti sulla prescrizione del diritto e nulla più. Non si potrebbero per esempio invocare gli effetti della domanda giudiziale della domanda di mediazione per individuare il giudice “successivamente adito” laddove si dovesse decidere per esempio un’eccezione di litispendenza o di continenza ex art. 39 c.p.c.

Pertanto, è al momento dell’introduzione della domanda giudiziale che occorre valutare il soggetto che ha la legittimazione passiva a stare in giudizio.

Tribunale di Padova, sentenza del 5 febbraio 2019

Francesca Schiavon – f.schiavon@lascalaw.com

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