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La mediazione è inefficace, se l’organismo adito era incompetente

Il Tribunale di Napoli, a seguito dell’esperimento di un procedimento di mediazione delegata avanti ad un organismo territorialmente incompetente, ha ritenuto inefficace la procedura e, pertanto, ha dichiarato improcedibile la domanda.

Nella sentenza, si legge infatti: “Ora, anche per le mediazioni attivate su disposizione del Giudice, è vincolante la previsione di cui al novellato art. 4 comma 3 D.Lgs. 28/2010: la domanda di mediazione va presentata mediante deposito di una istanza presso un organismo nel luogo del giudice competente territorialmente per la controversia. Ovviamente, trattandosi di norme legate alla mera competenza territoriale, è chiaro che le parti – se tutte d’accordo – possono porvi deroga rivolgendosi, con domanda congiunta, ad altro organismo scelto di comune accordo. Nel caso di specie tale accordo non vi è stato, e la domanda di mediazione è stata presentata unilateralmente dinanzi ad un organismo che non aveva competenza territoriale, il che significa che non ha prodotto effetti (v. sul punto Tribunale di Milano, sez. IX 29/10/2013)“.

Nel caso di specie, peraltro, l’attore aveva in un secondo momento presentato domanda anche avanti all’organismo competente, ma oltre il termine assegnato dal Giudice.

Ebbene, il Tribunale ha ritenuto che la seconda procedura non potesse sanare il vizio della prima, appunto perché introdotta oltre il termine di 15 giorni che era stato concesso. Si legge ancora nella decisione: “A tal fine non può neppure essere considerata la successiva domanda di mediazione presentata ad un organismo di mediazione esistente a Casoria, che invece rientra nel territorio del Tribunale di Napoli Nord. Invero il termine di quindici giorni per la presentazione della istanza ha carattere di perentorietà. Ciò in quanto, secondo l’opinione prevalente in giurisprudenza i termini sono perentori non solo quando vengono espressamente definiti tali dalla legge, ma anche quando la normativa vigente riconnette allo spirare del termine, come nel caso di specie, la decadenza dal potere di compiere un atto (cfr. nella giurisprudenza di legittimità, Cass. Civ. trib. 8/2/2006, n. 2787; Cass. Civ. sez.III, 5/3/2004 n. 4530; Cass. Civ.sez. un. 12/10/2010 n. 262, in motivazione). Per l’appunto che il termine concesso dal giudice ex art. 5 comma 2, D. Lgs. 28/2010 per il deposito della domanda di mediazione abbia natura perentoria lo si desume dalla stessa gravità della sanzione prevista, perché l’improcedibilità della domanda giudiziale comporta la necessità di emettere sentenza di puro rito, così impedendo al processo di pervenire al suo esito fisiologico (cfr. sul punto Tribunale di Firenze, 4/6/2015)“.

Tribunale Napoli, 14 marzo 2016 (leggi la sentenza)

Simona Daminelli s.daminelli@lascalaw.com

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