La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Mancanza di informazioni essenziali e perdita degli interessi

La Corte di Giustizia Europea ha dichiarato che la mancata indicazione, nel contratto di credito al consumo, di tutti gli elementi che in forza della Direttiva 2008/48/CE, devono essere obbligatoriamente inclusi nel contratto, può essere sanzionata dagli Stati membri con la decadenza dal diritto agli interessi e alle spese, qualora la mancata menzione di tali elementi possa rimettere in discussione la possibilità di valutare la portata dell’impegno assunto dal consumatore.

La decisione della C.G.E. segna l’epilogo di una vicenda giudiziale in cui un istituto di credito slovacco aveva concesso un finanziamento del valore di Euro 700,00 ad un consumatore, senza tuttavia indicare con precisione alcune informazioni relative al prestito, tra le quali il tasso di interesse praticato (TAEG).

Il contratto di prestito prevedeva, peraltro, che le condizioni generali del creditore fossero parte integrante del finanziamento; tali condizioni, tuttavia, non vennero mai consegnate al consumatore, il quale, nonostante ciò, dichiarò comunque di aver letto e compreso tali condizioni contrattuali.

Questa, dunque, la ragione per la quale, sebbene la Direttiva 2008/48/CE non imponga la redazione di contratti in un unico documento, nel caso in cui le condizioni generali di contratto e, più in particolare, gli elementi essenziali dello stesso, siano riportati su un documento diverso, tale documento, al pari del contratto medesimo, deve essere predisposto su supporto cartaceo, o su altro supporto durevole, e deve essere effettivamente consegnato al consumatore prima della conclusione del contratto.

In caso contrario, la sanzione potrebbe essere la decadenza decadenza dal diritto agli interessi e alle spese.

Corte Giustizia Europea, 9 novembre 2016, causa C. 42/15

Francesco Conciof.concio@lascalaw.com

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