Contratti

La lite sull’auto resta al foro del consumatore anche se l’acquirente firmo’ la clausola con la deroga

Cass., 10 luglio 2013, Sez. VI, n. 17083 (leggi la sentenza per esteso)

La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi su un regolamento di competenza, ha affrontato ancora una volta la problematica questione delle clausole deroganti il foro, nei contratti dei consumatori.

Il caso riguarda una ditta che otteneva un decreto ingiuntivo nei confronti di un soggetto privato.

Quest’ultimo proponeva opposizione avverso il titolo emesso ad istanza della creditrice, e nel corso del giudizio de quo, il Tribunale adito di Ragusa, rilevava d’ufficio la propria incompetenza, in ordine alla domanda proposta, in favore del Tribunale di Catania.

Tale decisione, discendeva dal fatto che, il foro competente si dovesse individuare in quello della residenza dell’opponente – consumatore e non in quello determinato nel contratto fondante il credito.

Infatti, il Giudice evidenziava che la clausola, che stabiliva un foro diverso da quello della residenza del consumatore, era da presumersi, fino a prova contraria, vessatoria e per questo motivo nulla.

Pertanto la ditta impugnava tale decisione con regolamento di competenza, a seguito del quale la Corte di Cassazione si pronunciava con l’ordinanza n. 17083/2013, rigettando tale istanza.

Con il proprio atto, il ricorrente, a sostegno della propria richiesta, rilevava la legittimità della clausola determinante un foro competente diverso, sulla base dell’assunto, che tale scelta non aveva in alcun modo intaccato l’equilibrio contrattuale, né reso sfavorevole la posizione del contraente più debole, ed era stata altresì oggetto di specifica approvazione per iscritto.

Tuttavia, la Corte ha ritenuto di specificare che non esclude la natura vessatoria di una clausola, la circostanza che la stessa sia stata specificamente approvata per iscritto, in quanto tale onerosità – ex art. 1341 c.c. – è prevista per i soli contratti unilateralmente predisposti da un contraente in base a moduli o formulari.

Diversamente nel caso di specie, rileva la sola disciplina del codice del consumo, da applicarsi in via generale a tutti i contratti in cui una parte sia un consumatore, e per la quale, la clausola che prevede un foro diverso da quello della residenza o domicilio del consumatore si presume vessatoria.

La deroga di tale foro “esclusivo” è ammessa sole se è oggetto di specifica trattativa tra le parti, dimostrando che le stesse siano arrivate alla medesima conclusione a seguito dell’incontro delle loro volontà, parimenti espresse.

Tra l’altro è posto a carico del professionista fornire la prova di tale trattativa.

Dunque, nel caso esaminato, la Cassazione, pur sussistendo in effetti un equilibrio contrattuale, ha rigettato l’istanza di regolamento di competenza, dichiarando nullo il decreto per incompetenza del Tribunale che lo ha emesso; ciò in quanto ha ritenuto vessatoria e pertanto nulla, la clausola, derogatoria del foro previsto per il consumatore, in assenza della prova di una specifica trattativa vertente la deroga suddetta.

(Valentina Rigatti – v.rigatti@lascalaw.com)

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