Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

La liquidazione delle spese di lite deve ricomprendere quelle sostenute in mediazione

La Corte di Cassazione, con sentenza del 14 maggio scorso, ha ritenuto illegittima la sentenza d’appello che, nel regolamentare le spese di soccombenza, aveva espressamente escluso il rimborso delle spese sostenute nel corso del procedimento di mediazione.

A parere della Suprema Corte, il mancato rimborso delle spese di mediazione può essere giustificato solo da “gravi ed eccezionali ragioni” che, evidentemente, non sussistono ove, come nel caso deciso, il petitum azionato subisca un notevole ridimensionamento in sentenza.

Nello specifico, a parere dei giudici di legittimità, deve trovare applicazione l’art. 13, secondo comma, del D.Lgs. 28/2010 secondo cui: “qualora il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponda interamente al contenuto della proposta il giudice, se ricorrono “gravi ed eccezionali ragioni”, può comunque escludere la ripetizione delle spese sostenute dal vincitore per l’indennità corrisposta al mediatore, dovendo indicare esplicitamente nella motivazione le ragioni di tale provvedimento. Principio che non può non essere esteso, considerata l’obbligatorietà della fase di mediazione, alle spese che la parte deve sostenere per fruire dell’assistenza di un proprio difensore in tale fase. Effettivamente il giudice d’appello esclude – dopo avere contraddittoriamente condannato la Compagnia assicurativa a rifondere a controparte tutte le spese dei due gradi di merito – la ripetizione delle spese della fase di mediazione, e ciò giustifica affermando che il B. “è stato solo parzialmente vittorioso per una somma assai ridotta rispetto al petitum iniziale”. Tuttavia, è evidente che ciò non può integrare una fattispecie di “gravi ed eccezionali ragioni”, trattandosi solo di una forte diminuzione del petitum, evento che, al contrario, è alquanto frequente quale esito dei giudizi”.

Alla luce di tali considerazioni la Suprema Corte ha cassato senza rinvio la sentenza di secondo grado e, non occorrendo ulteriori accertamenti in punto di fatto, ha condannato il controricorrente a rifondere le spese di mediazione.

Cass., Sez. III Civ., 14 maggio 2019, n.12712

Francesca Fiorito – f.fiorito@lascalaw.com

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