Responsabilità Civile

La liquidazione del danno non patrimoniale

Cass., sez. III, 15 ottobre 2015, n. 20895 (leggi la sentenza

La Cassazione Civile, sez. III, con sentenza 15 ottobre 2015, n. 20895, ha stabilito che nella liquidazione del danno non patrimoniale, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, non è consentita la liquidazione equitativa c.d. pura, che non faccia riferimento a criteri obiettivi di liquidazione del danno che tengano conto ed elaborino le differenti variabili del caso concreto, allo scopo di rendere verificabile a posteriori l’iter logico attraverso cui il giudice di merito sia pervenuto alla relativa quantificazione, e di permettere di verificare se e come abbia tenuto conto della gravità del fatto, delle condizioni soggettive della persona, dell’entità della relativa sofferenza e del turbamento del suo stato d’animo.

Per garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, tra i criteri in astratto adottabili deve ritenersi preferibile il riferimento al criterio di liquidazione predisposto dal Tribunale di Milano al quale la Suprema Corte, in applicazione dell’art. 3 Cost., riconosce la valenza, in linea generale, di parametro di conformità della valutazione equitativa del danno non patrimoniale alle disposizioni di cui agli artt. 1226 e 2056 cod. civ., salvo che non sussistano in concreto circostante idonee a giustificarne l’abbandono.

23 ottobre 2015

Walter Pirracchio – w.pirracchio@lascalaw.com

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Vado a stare da papà

Con l’ordinanza n. 27703/20, depositata il 3 dicembre, la Corte di Cassazione ha definito i limiti...

Responsabilità Civile

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione è tornata a trattare il tema, sempre attuale, del...

Responsabilità Civile

Vado a stare da papà

Colui il quale lamenta di avere subito un danno, per ottenere il relativo risarcimento, deve provare...

Responsabilità Civile

X