European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

La legittimità del piano di ammortamento c.d. “alla francese”

In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio, l’opponente contestava l’illegittima capitalizzazione degli interessi derivante, secondo la difesa avversaria, dall’applicazione del piano di ammortamento c.d. “alla francese”.

Il Tribunale di Frosinone, con la sentenza n. 330 del 29-03-2021, aderendo alla giurisprudenza di merito prevalente, ha respinto l’eccezione avversaria, precisando che il piano di ammortamento in commento “non può matematicamente implicare, per definizione, alcun fenomeno di capitalizzazione degli interessi ulteriore rispetto a quello pienamente legittimato dal combinato disposto degli artt. 120, comma 1 bis, D. Lgs. 385/93 e 3 della delibera CICR del 09-02-2000” (cfr. Trib. Frosinone, sent. 330 del 29-03-2021).

Con il metodo c.d. “alla francese” infatti, gli interessi vengono calcolati unicamente sulla quota capitale via via decrescente, per il periodo corrispondente a quello di ciascuna rata con la conseguenza che la banca mutuante non può incidere sulla costruzione del piano di ammortamento, né può determinare la suddivisione della rata tra quota capitale e quota interessi: la suddivisione è già contenuta nella definizione di una rata costante di quel determinato importo.

La legittimità del piano di ammortamento c.d. “alla francese” è, dunque, tutta contenuta nella formula matematica che per il prestito di euro x – al tasso di interessi y – per il numero di rate z individua l’importo di quell’unica rata costante, idonea a rimborsare quello specifico e determinato prestito.

La rata costante discende, dunque, matematicamente da elementi determinati al momento della stipula del contratto (importo del prestito, tasso d’interesse, numero dei pagamenti periodici costanti) e, individuato l’ammontare della rata costante, è possibile determinare il piano di ammortamento.

Il metodo c.d. “alla francese” è dunque legittimo in quanto “da un lato, si avrà comunque l’estinzione dell’intero capitale (sicchè la somma delle quote capitale contenute in tutte le rate deve corrispondere all’importo originario pattuito); dall’altro, con il pagamento della rata sono riconosciuti tutti gli interessi maturati nel periodo cui la rata stessa si riferisce” (cfr. Trib. Frosinone, sent. 330 del 29-03-2021).

Trib. Frosinone, 29 marzo 2021, n. 330

Anna Vicinanza – a.vicinanza@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Il Tribunale di Matera, con una recentissima ordinanza, indica i presupposti di ammissibilità del d...

Credito Al Consumo

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio, gli attori chiedevano ...

Credito Al Consumo

Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

In un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo in materia di credito al consumo, il Tribunal...

Credito Al Consumo

X