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La holding familiare di fatto: requisiti

Nel caso di una pluralità di società riconducibili a più persone fisiche appartenenti alla medesima famiglia, è ravvisabile tra le stesse una holding familiare di fatto – ove ricorra il requisito della eterodirezione degli enti da parte dei soggetti coinvolti e dell’esautoramento delle società stesse in quanto governate e gestite ab externo – che potrà eventualmente essere dichiarata autonomamente fallita, ove ne sia accertata l’insolvenza a richiesta di un creditore.

Il Tribunale di Vicenza, con sentenza del 6 ottobre 2020, n. 86 – nel dichiarare il fallimento della società di fatto (holding familiare) esistente tra due coniugi – ha chiarito, altresì, quali siano i presupposti affinchè possa configurarsi una holding familiare di fatto e su questi si concentrerà il presente commento.

In particolare, nel caso specifico accertato che:

  • due persone fisiche, coniugi fra loro, comparivano – ciascuno di loro – rispettivamente quale unico socio ed amministratore unico di due distinte società;
  • ogni società, benchè formalmente intestata a, ed amministrata da, un solo coniuge, “agiva sulla base di decisioni prese da una sorta di CdA esterno che è composto dagli stessi soci, operanti come holding familiare”;
  • le due società operavano nei medesimi locali;
  • i coniugi – anche attraverso operazioni di affitti d’azienda a valori irrisori – avevano creato una “rete gestionale caratterizzata dalla commistione dei loro patrimoni con quelli delle società nel loro interesse”;
  • i due coniugi agivano nel comune interesse di realizzare un profitto personale a scapito delle due società; ciò veniva accertato per effetto della conclusione: 1) di un contratto di associazione in partecipazione, sottoscritto con una delle due società con patrimonio netto negativo e con la sola evidente finalità di far percepire al beneficiario “sostanziosi utili d’impresa” e 2) di un’operazione di scissione societaria, realizzata per trasferire ad una newco asset immobiliari a scopo distrattivo della garanzia patrimoniale verso i creditori “che potevano contare su un patrimonio netto all’epoca già negativo”),

il Tribunale di Vicenza ha riscontrato, quindi, sia il requisito della eterodirezione di ciascuna società da parte dei soggetti coinvolti (i coniugi) sia un vero e proprio esautoramento delle società stesse.

Tali società, infatti, erano governate e gestite ab externonon occorrendo la spendita del nome, irrilevante nel caso di holding di fatto, che il nome può anche non spendere mai; essendo integrata l’organizzazione imprenditoriale della stessa struttura d’impresa propria delle società eterodirette, e ravvisandosi comunque l’utilità della holding sdf nella distrazione a proprio favore di profitti aziendali delle società”.

L’imprenditore, nel caso concreto, è la stessa struttura di gestione apicale; d’altra parte, imprenditore in base al “principio dell’effettività (cfr. Cass. 7 ottobre 2019, n. 24943) è colui che, in ultima analisi, prende le decisioni dell’impresa e ne fa propri gli utili (benchè anche solo sperati)”.

In buona sostanza, quindi, il fatto che le singole società perseguano l’interesse delle persone fisiche che ne hanno il controllo (anche solo di fatto) (cfr. Cass. 17 aprile 2020, n. 7903 e 20 maggio 2016, n. 10507), così come la presenza di un livello decisionale unitario e sovraordinato rispetto alle singole società “del gruppo” e la realizzazione di numerose operazioni intercompany costituiscono tutte prova a favore (non dell’esistenza della società di fatto bensì) dell’esistenza di una holding di fatto.

Da ultimo, il Tribunale ha escluso l’affectio familiaris ed, invece, ha accertato l’esistenza di una affectio societatis (ovvero l’intenzione di vincolarsi e collaborare per conseguire risultati patrimoniali attraverso lo svolgimento in comune di un’attività economica), in quanto il rapporto d’affari era di gran lunga antecedente al matrimonio e maggiore per intensità ed estensione.

Trib. Vicenza, 06 Ottobre 2020, n. 86

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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